Alcuni luoghi comuni vedrebbero un legame di continuità tra gravidanza, allattamento e un conseguente abbassamento della vista. Si dice infatti che le donne miopi, durante la gestazione e nei mesi successivi subiscano un peggioramento della vista e abbiano difficoltà a utilizzare le lenti a contatto. Ma è tutto vero?

Vediamo insieme cosa c’è di reale in queste affermazioni. La miopia non aumenta con la {#gravidanza} e l’allattamento, ma questa credenza è legata a un’ informazione distorta. Di solito si è miopi per questioni di ereditarietà genetica, per una predisposizione familiare e il peggioramento della vista è legato all’avanzare dell’età e alle abitudini personali. Lavorare davanti al PC per molte ore e guardare la TV da una distanza troppo ravvicinata, ad esempio, contribuisce a stancare l’occhio.

Moltissime donne inoltre credono che ricorrere a un taglio cesareo sia la conseguenza di una miopia marcata, in realtà si ricorre a questa scelta per insofferenza fetale e in caso di complicazioni. Quello che di solito i medici osservano è lo stato della retina, evidenziando problemi legati a un suo probabile distacco e a eventuali patologie legate alla pressione oculare. La miopia quindi non incide né sulla scelta tra un cesareo e un parto naturale, né può aumentare con la gravidanza e l’allattamento.

Molte future madri lamentano una vista sfuocata e poco nitida, ma i medici concordano nell’individuare la responsabilità in una carenza di ferro o di transferrina. Situazione piuttosto ricorrente nelle donne in gravidanza e nei soggetti a rischio anemia; portare avanti la crescita di un feto è un impegno fisico non indifferente, per questo alle puerpere vengono consigliati cibi e integratori che sopperiscano alle mancanze.

Come ad esempio la frutta e la verdura ricche di antiossidanti: pomodori, angurie, ribes, carote, melone, albicocche, zucchine, lattuga, melanzane, prugna, mirtillo, finocchio e cipolla. Tutti quei cibi che rientrano nel gruppo di colori rosso/giallo-arancio/verde/viola/bianco, ricchi di vitamine e capaci di proteggere il nostro corpo dalle malattie e dai germi e che rallentano l’invecchiamento del nostro organismo.

Durante i nove mesi gli occhi possono invece soffrire di secchezza, conseguenza delle modifiche ormonali subite dal corpo. Problematica riscontrabile anche dopo diverse ore passate davanti al PC e risolvibile con le lacrime artificiali, possibilmente senza conservanti. Questa condizione potrebbe rendere più laboriosa la pratica consona di utilizzare le lenti a contatto, in quanto l’occhio risulterebbe leggermente più asciutto. Una condizione che varia da donna a donna, ma è sempre consigliabile consultare l’oculista di fiducia che potrà consigliare nel modo migliore.