La gravidanza è un momento estremamente importante, non solo per la mamma ma anche e soprattutto per il bambino.

Già i nove mesi di gravidanza, a quanto pare, potrebbero determinare ciò che sarà il bambino, sia a livello psicologico che fisico: una recente pubblicazione di Annie Murphy Paul, medico e madre, ha posto la questione su questo punto molto delicato.

Annie Murphy Paul ha scritto il libro “Origins”, chiedendosi come i nove mesi passati nel grembo materno possano influenzare la vita futura del feto. Nel suo saggio, la Murphy Paul affronta usi e abitudini della gestante descrivendoli mese per mese fino al {#parto}.

L’autrice è convinta del fatto che già l’utero sia il luogo fondamentale in cui il feto recepisce informazioni sul mondo che lo accoglierà. I comportamenti della madre, l’aria che lei respira, i cibi che mangia, i luoghi che abita e le emozioni che prova determineranno l’influenza che il mondo esterno avrà sul bambino. La Murphy Paul afferma che ciò che la madre passa al feto è come una cartolina del mondo che il bimbo un giorno abiterà.

La donna descrive nel libro comportamenti da non tenere durante la gravidanza e già ben noti a tutti: ad esempio fare uso di alcol. È risaputo che non si può abusare di drink alcolici durante la gravidanza per motivi legati alla salute fisica del feto. Ma non solo: secondo lo studio della Murphy Paul anche la psicologia e il comportamento ne risentirebbero.

Annie Murphy Paul, nel suo libro, racconta proprio la vicenda di un omicida condannato alla pena di morte e poi graziato. Le azioni violente dell’assassino, secondo avvocati e giudici, sarebbero state causate dai comportameti scorretti che durante la gravidanza la madre alcolista aveva assunto: era ubriaca persino il giorno del parto.

A queste nuove ipotesi della Murphy Paul se ne aggiungono altre molto particolari. ad esempio, aspettare un bimbo d’estate o d’inverno, in Siberia o in Africa, non sarebbe la stessa cosa: i bambini che per tutta l’estate sono stati nella pancia della mamma tendono a essere un po’ più alti di quelli che hanno passato i primi mesi di gravidanza durante l’inverno, per via della maggiore quantita di vitamina D che la madre assumerebbe nei mesi caldi.

Inoltre bisogna mangiare pesce, perché gli Omega-3 conferiscono al bimbo maggiore intelligenza verbale; ma non bisogna esagerare con i prodotti ittici, perché troppo mercurio, invece, potrebbe portare all’effetto contrario.

Secondo l’autrice, lo stress della madre non avrebbe effetti del tutto negativi sul bambino: lo stress, infatti, accelererebbe lo sviluppo del cervello del nascituro. Meglio, però, non cadere in depressione: le donne depresse, infatti, rischiano di avere un parto prematuro e di trasmettere al figlio irritabilità e disturbi del sonno.

La Murphy Paul consiglia di mangiare cioccolata: l’assunzione di questo delizioso cibo porterebbe ad abbassare il rischio di pressione arteriosa e di pre-eclampsia.

Bisogna ribadire che tali ricerche sono solo all’inzio e che la strada è ancora molto lunga: è ovvio che bisogna prestare la massima attenzione a ciò che si dice in merito alla gravidanza e all’influenza che essa potrebbe avere sul bambino, specialmente in ambito comportamentale e psicologico. La Murphy Paul, infatti, non pensa che il bambino sia influenzato dall’ambiente sociale e dall’educazione dopo la sua nascita, ma già da prima.

Di sicuro è una branca che merita molta attenzione: durante la gravidanza la madre di per sé trasmette qualcosa al bimbo. La cosa da appurare è quanto effettivamente trasmette e per quanto tempo la gravidanza possa avere influenza su un bambino dopo la nascita (mesi? Anni?).

In ogni caso, è vero che la Murphy Paul ha reso l’ostetricia una scienza ricca di stimoli interessanti e la gravidanza non è più solo un periodo vissuto come semplice attesa del parto.

Fonte: Wtnh