I Green Day aprono le danze: il 16 luglio Oh Love, il nuovo singolo estratto da ¡Uno!, primo passo di una lunga trilogia, ha fatto il giro del mondo.

Per il 2012 e il 2013, i Green Day hanno deciso di fare le cose in grande. La nuova opera, ¡Uno! ¡Dos! ¡Tré!, sarà composta da tre album, ¡Uno! uscirà il 24 settembre, ¡Dos! il 12 novembre e ¡Tré! il 14 gennaio 2013.

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Oh Love è il primo singolo che i Green Day pubblicano dal capolavoro 21st Century Breakdown del 2009. Il pezzo è in pieno “stile Green Day”, ma non raggiunge i vertici dei primi estratti, capolavori e grandi successi quali sono stati (solo per citare gli ultimi due), America Idiot per l’omonimo album e Know your enemy per 21st Century Breakdown.

Oh Love appare un pezzo monocorde, di sicuro orecchiabile, ma privo di quell’esplosione arrabbiata che sempre ha contraddistinto il gruppo punk di Berkeley. Il brano è arricchito da un assolo di chitarra, cosa davvero rara nei pezzi dei Green Day. Certo, bisogna tenere presenti molte cose nella valutazione del singolo. Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool, i componenti di una delle band punk più longeve della storia, hanno alle spalle circa venti anni di attività, ormai sono uomini più che maturi ed è possibile che la loro verve rock si sia leggermente affievolita.

Tuttavia, è possibile valutare il brano anche da un altro punto di vista: leggendo il testo, Oh Love sembra l’intro dell’intero album, dato che ci lascia con la frase, più volte ripetuta, Tonight my heart’s on the loose…. Armstrong, dopo una canzone piuttosto sofferta, in cui parla dell’incapacità di amare e della voglia di sciogliere il cappio che gli stringe il cuore, invita se stesso e gli ascoltatori a far esplodere quell’amore e quella passione che tutti comprimono dentro. Il pezzo, forse, è musicalmente “frenato” proprio perché il testo parla di emozioni tenute a freno. È possibile, quindi, che dopo Oh Love il resto dell’album sia una vera e propria esplosione di musica e sentimenti.

Non dobbiamo dimenticare che i tre ragazzacci californiani hanno sempre celato sorprese e, dallo studio al palco, si sono sempre dimostrati folli al punto giusto. Del resto, i Green Day, in vent’anni, hanno catturato nuovo pubblico, mettendo d’accordo, come solo poche band sanno fare, i quarantenni e i quindicenni.

Fonte: NME