È un matematico russo di 46 anni, si chiama Grigori Perelman, ed è un genio. La sua fama arriva prima di lui e, nonostante fondazioni e associazioni si offrano continuamente di premiarlo per le sue idee, lui declina tutto. Lo sanno bene i giornalisti che hanno tentato di entrare in contatto con lui.

Perelman ha di recente risolto una congettura del 1904 di un altro matematico, Henri Poincaré. La dimostrazione matematica di Poincaré, risolta dal ricercatore russo, è niente meno che uno dei sette misteri matematici del millennio.

L’importanza di questa scoperta la conosce bene il Clay, l’Istituto di matematica di Cambridge, che ha offerto a Perelman un riconoscimento, una festa privatamente organizzata dalla Fondazione, già fissata per il prossimo 8 giugno, e un annesso premio pecuniario da 1 milione di dollari per il genio.

La risposta di Grigori Perelman a tanta gloria? “Niet“. Al matematico, la cui bizzarra attitudine agli incontri sociali lo rende quasi eremitico, sta valutando se accettare o declinare il premio.

Perelman non è solito rinunciare alle occasioni importanti; seppur il suo contributo al mondo matematico sia di una qualità innegabile, l’uomo ha rifiutato, nell’ordine: una medaglia d’oro alle Olimpiadi di matematica, una borsa di studio per New York, un posto di lavoro all’istituto matematico Steklov, e la Medaglia Fields a Madrid.

La leggenda vuole che Perelman, estremamente schivo, viva in un monolocale sporco con l’anziana madre nella periferia sud si San Pietroburgo, che non abbia amici né un lavoro fisso. Indosserebbe solo abiti che non sembrano essere troppo puliti, jeans, sneakers e barba lunga. Dopo aver rifiutato di parlare con i giornalisti ed essersi opposto a ogni onorificenza, avrebbe dichiarato:

Per me è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c’è bisogno di alcun altro riconoscimento.