Era unisex, si è passati al genderless ora siamo al bi-gender: Gucci prosegue la rivoluzione iniziata da Alessandro Michele nella commistione non solo di stilemi ma anche di generi e arriva alle sfilate in cui le collezioni donna e quelle uomo sfileranno insieme.

Cosa cambia dalle ultime passerelle? Solo che ci sarà una data unica in cui vedere pizzi, tailleur e gonne spogliate di ogni accezione di genere. Almeno da Gucci, perché da Burberry e Tom Ford, i primi ad anticipare la nuova tendenza, forse gli uomini porteranno ancora i pantaloni. Ma solo forse.

La prima sfilata bi-gender sarà organizzata il prossimo anno a Milano, nella sede di Gucci in via Mecenate 79, che potrebbe essere inaugurata proprio in quell’occasione. Il nuovo quartier generale, ancora in costruzione, che originariamente avrebbe dovuto ospitare tutti i marchi del gruppo Kering, dovrebbe essere terminato entro la fine del 2016. Gli uffici verranno ospitati da un edificio a torre di nuova costruzione con una superficie costruita di5000 metri quadrati su 7 piani, mentre il complesso dell’ex fabbrica Caproni sarà completamente riqualificato per dare spazio a sale di rappresentanza e showroom-atelier, oltre allo spazio sfilate ricreato all’interno di un grande hangar di quasi 4mila metri quadrati (dove un tempo venivano assemblati gli aerei).

Galleria di immagini: Gucci, collezione Autunno Inverno 2016-2017

Alessandro Michele ha dichiarato: “Per me è un fatto naturale presentare le mie collezioni uomo e donna insieme. Non sarà necessariamente un percorso facile, ma sono certo che questa scelta mi darà l’opportunità di raccontare in modo diverso il mio story telling“. Già, la narrazione, questa parola che sia in italiano che in inglese ha ormai catalizzato i favori del mondo non solo della politica ma anche della cultura e dello spettacolo: più del racconto conta il modo di raccontare, anche nella moda.

A rivelare che il direttore creativo della maison presenterà una sola collezione per ogni stagione è stato Marco Bizzarri, Presidente e Ceo di Gucci, durante il suo intervento all’annuale Luxury Conference dell’International New York Times a Versailles: “Alessandro Michele ha da sempre presentato le sue collezioni uomo e donna contemporaneamente, quindi non è altro che un’evoluzione molto naturale. Optare per un’unica sfilata per ogni stagione semplificherà molti aspetti del nostro business. Mantenere due calendari distinti e separati è più il risultato di un retaggio della tradizione che una scelta pratica. Nello spirito di piena collaborazione con Camera Nazionale della Moda, e con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il sistema italiano della moda, lavoreremo a stretto contatto con la Camera Nazionale per definire insieme un calendario che permetta di mantenere i tempi del ‘see now, buy later’ per le nostre sfilate, che sono indispensabili per valorizzare al massimo sia il processo creativo che quello produttivo, per i quali i tempi di esecuzione restano fondamentali“.

Quindi, l’unificazione uomo-donna non porterà a cambiamenti nei processi di produzione e distribuzione, a differenza di quanto annunciato da Burberry (e poi da Tom Ford) che ha scelto di eliminare la stagionalità e di rendere acquistabili i propri capi nei punti vendita e online immediatamente dopo la prossima sfilata di settembre 2016.