Lungo la via Aurelia, la strada consolare che unisce Roma ad Arles, sorge la Promenade Des Alyscamps, una necropoli paleocristiana: è qui che Alessandro Michele, nuovo re Mida del fashion, ha allestito la passerella della collezione Cruise 2019 di Gucci.

Alyscamps è un cimitero romano, ma non è nemmeno un cimitero, era una passeggiata, divenne una passeggiata nel 1700; è un luogo ibrido, non sembra un cimitero perché lo è e non lo è. Mi piacciono le cose che sembrano qualcosa ma non lo sono“, ha scritto lo stilista sul profilo Instagram della maison.

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È in questo “cimitero non cimitero“, dichiarato patrimonio dell’Unesco che attira ancora oggi migliaia di visitatori interessati alla sua storia religiosa, che è andato in scena il nuovo capitolo del lungo racconto iniziato ormai nel gennaio 2015: una cortina di fuoco divide la passerella misteriosa e spettrale insieme.

(Foto: courtesy press office)

Un anno fa la Grecia, travolta dalla crisi finanziaria, ebbe il coraggio, disprezzato dai più, di rifiutare alla maison del gruppo Kering l’affitto per due milioni di euro dell’Acropoli di Atene, perché “il valore e il carattere dell’Acropoli è incompatibile con un evento di questo tipo“; non così Arles, cittadina provenzale amata dai pittori più amati della storia dell’arte contemporanea, da Van Gogh a Gauguin. D’altronde Michele vanta profitti da capogiro, con vendite superiori nel 2017, a 15 miliardi di euro e un utile netto più che raddoppiato, a 1,7 miliardi di euro: il 55% delle vendite di Gucci. Fatte a consumatori under 35, secondo un rapporto fatto dalla società di consulenza Bain & Company lo scorso ottobre.

E a vedere il mix&match ormai cifra stilistica del brand, il trionfo di rosa confetto e verde prato, il tripudio di accessori, dalle tracolle agli occhiali, dai gioielli ai cappelli, se ne capisce la ragione: Alessandro Michele continua a giocare con la moda, provocando e ammaliando, in un dialogo mai interrotto con l’heritage della casa fiorentina.

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Tailleur a scacchi e mantelle di velluto, long dress a fiori e pellicce colorate (cruelty free – ça va sans dire – dato che anche Gucci ha messo al bando tutto ciò che non è sostenibile ed eco fur), felpe lurex con gli animali e lunghe mantelle: in un affastellarsi di stili e suggestioni, di epoche e di colori, Michele continua a divertirsi con il passatempo tipico dei collezionisti. “Ce l’ho, mi manca, ce l’ho mi manca“, par ripetere e via così ad libitum, in un crescendo, per ora infinito, di utili a fine anno.

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Strabordanti, come sempre, i dettagli, dalle piume ai fiocchi, dalle croci ai foulard. Tante le ispirazioni ieratiche degli accessori, con satiri capricciosi che fan da contrappunto a pudiche velette.

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Presenti, ancora, ammiccamenti e citazioni, ora allo Chateau Marmont di Los Angeles (il celebre hotel californiano costruito secondo uno schema molto simile a quello del Castello di Amboise nella Loira: in uno dei suoi balconi, in una serata di baldoria, Jim Morrison cadde rovinosamente, se pur non mortalmente…), ora a Billy Idol e al tessuto Flora, ripetuto ossessivamente su camicie e foulard, giacche e minidress.

(Foto: courtesy press office)

Chiude una sposa cacciatrice, in ossequio al nuovo corso che vuole la donna non più inerme preda di brame maschili: maschio e femmina, d’altronde, nell’universo di Michele continuano a confondersi e sovrapporsi, inseguirsi ed esaltarsi l’un con l’altro.

(Foto: Getty Images )

Dopo l’Art District a New York nel 2015, il chiostro di Westminster Abbey a Londra nel 2016 e la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, nel maggio del 2017, la Promenade Des Alyscamps di Arles è quindi un nuovo step dell’omaggio di Michele alla Francia, che ha ricreato l’ambiente delle proteste studentesche di Parigi nel maggio del 1968 per la campagna pubblicitaria Pre-Fall 2018 e ha annunciato – a sorpresa – di sfilare a Parigi a settembre, anziché a Milano. Promette di tornare nell’Hub meneghino già a febbraio del 2019, con buona pace della camera della Moda italiana già in fibrillazione al pensiero di aver perso un cavallo di razza come lo stilista di Gucci.

Gli accessori della Cruise 2019 di Gucci

Tanti classici della maison rivisitati e declinati in nuovi materiali e colori, a partire dalla borsa Ophidia, che combina codici storici il nastro Web e la doppia G con un materiale trasparente.

(Foto: Instagram @gucci)

Da segnalare gli occhiali bicolori, rosa e neri, fatti allo scopo preciso, c’è da giurarci, per far impazzire i Millenials.

Ai piedi? Décolleté di vernice, con fiocchi, colorate, sneaker, ankle boot, loafers col pelo, spiders di gomma e chi più ne ha più ne metta. Che sia una shopping monogram o una comoda ballerina, Gucci ha esattamente quello che si desidera comparare e forse di più.

(Foto: Facebook @Gucci)

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I vip in front row

Dakota Johnson, testimonial Gucci, era in prima fila in occasione della sfilata Cruise 2019 di Gucci; con lei Salma Hayek, moglie di François-Henri Pinault, Presidente e CEO di Kering. E poi Suzy Menkes, celebre firma di Vogue, accanto al mitico Christian Lacroix, Elton John insieme al consorte, David Furnish, Chiara Mastroianni, Ginevra Elkann. Saoirse Ronan, Carolina Crescentini, Valeria Golino e Alessandro Borghi.

(Foto: Getty Images)

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