Una collezione intellettuale quella presentata da Gucci per l’apertura di Milano Moda Donna. Rispetto alle precedenti collezioni disegnate da Frida Giannini, quella di Alessandro Michele, da poco applaudito per la collezione menswear di gennaio è bohemienne e androgina.

Sono ragazze sognatrici quelle che escono in passerella. Le modelle con i loro outfit incantano il pubblico che alla fine non può che applaudire il genio di questo giovane direttore creativo. Una scommessa vinta. Inutile negarlo. Il nome della collezione? Il contemporaneo senza tempo. L’autunno/inverno 2015-2016 esplora il mondo attraverso la sua disconnessione. Le reliquie del passato emergono nel presente che incarna quello che non ci sarà più e quello che non c’è ancora. Il passato, con richiami agli anni ’20 e ’70, è qui reinterpretato in chiave moderna.

Fiori presi in prestito dalla tappezzeria, abbandonata in una vecchia soffitta, e uccelli ricamati, ispirati dalle atmosfere georgiane, caratterizzano questa collezione. Non c’è spazio per la nostalgia, piuttosto l’affermazione di costruire nuovi significati ispirandosi a epoche passate. Tra le uscite più applaudite gli abiti da sera accompagnati dal cappelli all’uncinetto con ponpon e grandi occhiali. E poi camicie in pizzo, vestitini in lamè e cappottini in panno.

Come aveva anticipato ieri all’Ansa, il mood della donna ha ripreso quello dell’uomo, in una maniera quasi interscambiabile e nella forma di una «trasposizione poetica della strada» con l’invito «a vestire piccole reliquie», quasi delle fissazioni, rifuggendo «dall’obsoleto total look».

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