Augusto Minzolini attacca Enrico Mentana sulla questione Telecom, e la risposta di quest’ultimo non tarda ad arrivare. il TG1 aveva trasmesso un servizio su Telecom, intervistando il presidente dell’associazione dei piccoli investitori dell’azienda telefonica, Franco Lombardi, in cui emergeva un attacco collaterale a La7, emittente collegata all’operatore.

Consapevole che l’importante è che si parli sempre di qualcuno, purché si parli, Mentana lancia una sferzata in cui difende il suo TG a scapito del ruolo di Minzolini, la cui popolarità è nettamente in ribasso:

Le critiche a Telecom provengono da un’azienda che, pur godendo di quasi un miliardo e mezzo di euro ogni anno dal canone, per un ruolo da servizio pubblico così spesso e volentieri dimenticato, è sotto accusa per un deficit di circa 130 milioni di euro. Senza considerare tutto il resto, come per esempio che un direttore di telegiornale può fare bene il suo lavoro guadagnando una cifra inferiore ai soli rimborsi spese di quello del TG1.

In pratica, Mentana ha affermato di percepire per il proprio lavoro cifre di gran lunga inferiori a quelle che percepisce Minzolini solo per i rimborsi spese. Al contrario di Minzolini, Mentana continua a essere uno dei giornalisti televisivi più amati dal pubblico. A Minzolini, sul caso, erano arrivate delle critiche anche dalla sopracitata associazione, che prende la sigla di Asati, che ha ritenuto l’intervista al suo presidente “completamente stravolta e tagliata”.

Enrico Mentana ha continuato a difendere la propria buona fede nello svolgimento del proprio lavoro:

Quando ci sarà da criticare Telecom lo faremo da questo stesso telegiornale. Ma quando si attacca Telecom per colpire noi mi pare un po’ troppo perché passi inosservato.

Minzolini, dal canto suo, ha ribattuto che il TG1 si sta occupando di Telecom nella stessa maniera in cui stanno agendo tutte le altre testate giornalistiche italiane e che darà voce anche ad altri pareri nei prossimi giorni: dimentica una cosa, la corretta deontologia giornalistica, se è facoltativa per le TV e i giornali “privati”, non dovrebbe esserlo per la TV di Stato.