Sono passati ormai quattro giorni dall’annuncio della partecipazione dell’Italia ai bombardamenti in Libia e l’idea di una partecipazione così attiva alla guerra non è cosa gradita né per la popolazione né per vari politici. Il Ministro della Lega Roberto Calderoli si è espresso a riguardo spiegando come il partito abbia appreso solamente dalle agenzie di stampa la decisione del PDL di modificare la natura della missione, e ciò per lui non è verosimile.

“Non è mancata infatti soltanto la condivisione, ma anche l’informazione. L’aver saputo ieri, senza alcuna discussione preventiva, che il primo raid era partito è una cosa che francamente mi ha lasciato stupefatto.”

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Così ha commentato Calderoli a IlSussidiario.net, e da ciò si intuisce come le distanze tra Lega e Pdl ormai siano praticamente aumentate. Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sembra davvero ai minimi storici, ma comunque la linea intrapresa non sembra destinata a mutare, almeno nel breve tempo.

Calderoli ha spiegato che una decisione tanto importante quanto quello di partecipare attivamente ai bombardamenti in Libia necessitava di un accordo diretto tra Berlusconi e Bossi: ciò non è avvenuto, e la notizia è stata appresa quando era già stata data alla stampa. I dissensi tra PDL e Lega continuano e, sebbene la linea della Lega non sia cambiata per nulla a riguardo della guerra in Libia, i leghisti non si spiegano come possano essere cambiate le decisioni senza discuterne in sede opportuna.

“C’è un problema di forma e sostanza. […] Non voglio fare dietrologia e perciò mi limito ai fatti: la sua è una decisione sbagliata e vorremmo intervenire per fargli comprendere l’errore che sta compiendo. Non ci stiamo inventando posizioni nuove per chissà quali motivi, è il Presidente del Consiglio ad aver cambiato idea.”

Una situazione davvero critica, e anche se il ministro non parla di una crisi vera e propria, sottolinea come dopo questa decisione l’immigrazione crescerà ancora in quanto una parte della popolazione in guerra cercherà probabilmente rifugio dalle nostre parti. E lo scenario generale sembra ancora più preoccupante, questo è innegabile.