Si è partiti ieri con l’incendio del centro di accoglienza – appiccato dagli stessi immigrati – e si continua oggi con una vera e propria guerriglia urbana a suon di pietre che è dilagata tra le vie di Lampedusa.

La tensione tra immigrati e isolani non accenna a diminuire, anzi. Per gli abitanti dell’isola la situazione è insostenibile e hanno sfogato oggi la propria rabbia aggredendo alcuni magrebini che, proprio a causa dell’incendio del centro di accoglienza, hanno passato la notte tra il molo Favarolo, lo stadio e all’addiaccio.

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Decine i feriti causati da questi scontri medicati finora al Poliambulatorio dell’isola. Forte il timore da parte del sindaco Bernardino De Rubeis di non riuscire a tenere a bada la situazione, tanto da inviare questo appello a Giorgio Napolitano:

“Ho cercato di parlare con il presidente Silvio Berlusconi e il ministro Maroni ma non è mai stato possibile. Non è più il tempo delle chiacchiere e dei ragionamenti buonisti. Il Viminale porti via tutti i tunisini. Ci aiuti il presidente Napolitano che si è sempre dimostrato sensibile nei nostri confronti. Venga da noi. La situazione è ad alto rischio, occorre fare presto qualcosa”.

Sicurezza in pericolo anche per De Rubeis stesso, asserragliato nel suo ufficio in municipio e seguito a vista da agenti di polizia a seguito della tentata aggressione di questa mattina da parte di alcuni abitanti dell’isola.

“Siamo in presenza di uno scenario da guerra. Lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l’isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza.”

Fonte: La Repubblica