Si è svolta l’udienza preliminare per il processo Grandi Eventi, frutto dell’indagine che ha visto coinvolti l’allora capo della protezione civile Guido Bertolaso, insieme a vari costruttori, funzionari pubblici e professionisti. In totale 19 persone e 11 società, per i quali i magistrati hanno ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio.

Lo scandalo, emerso soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche sulle utenze di alcuni personaggi noti come Bertolaso, riguardava in particolare la gestione di grossi appalti, come quello per il G8 della Maddalena, la costruzione di edifici per i terremotati de L’Aquila, e la gestione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

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Quella che i magistrati hanno definito “la cricca“, avrebbe allungato le mani su tutti i maggiori eventi nazionali, da quelli istituzionali a quelli più tragici.

Dalle intercettazioni, oltre agli illeciti, sono poi emersi i terribili dialoghi degli imprenditori che la notte del sisma abruzzese, mentre sotto le macerie ancora si scavava in cerca di superstiti, si felicitavano l’un l’altro per gli straordinari guadagni che la ricostruzione avrebbe comportato.

All’udienza preliminare ha presenziato anche Guido Bertolaso che si è però allontanato dall’aula prima della conclusione, irritato dalle accuse rivoltegli.

Secondo i PM, l’ex capo della protezione civile, protetto di Silvio Berlusconi che lo scelse anche come Commissario per l’emergenza rifiuti napoletana, deve quindi essere processato insieme a tutti gli altri, tra cui Diego Anemone e Angelo Balducci, allora Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, in quanto sarebbero responsabili della creazione di un “sistema gelatinoso” di tangenti, appalti, piaceri, e illeciti.

Fonte: La Stampa.