Il mondo della moda ci ha abituato a un veloce e improvviso giro di poltrone: la notizia del divorzio tra Guillaume Henry e Nina Ricci non è che l’ultimo di una lunga serie di arrivi e di partenze. Solo di qualche giorno fa, l’annuncio di Riccardo Tisci al timone di Burberry, rimasto senza direttore creativo dopo l’abbandono di Christopher Bailey; da febbraio invece la notizia che Hedi Slimane, “disoccupato” per due anni dopo i 4 da Saint Laurent, ha preso le redini non solo della collezione femminile e di quella maschile, ma anche della Couture e della linea di fragranze di Céline.

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Oggi è la volta di Guillaume Henry: lo stilista a cui si deve la rinascita di Nina Ricci (è lui che ha reso la maison francese una griffe giovane e contemporanea) lascerà il suo ruolo di direttore creativo. “Dopo tre anni di una collaborazione creativa reciprocamente gratificante, Nina Ricci e Guillaume Henry hanno deciso insieme che il designer lascerà la casa dopo la presentazione della collezione Autunno-Inverno 2018/19“, si legge in una nota diramata da Nina Ricci, facendo riferimento alla sfilata del 2 marzo.

Succeduto a Peter Copping, noto per le sue creazioni e le sue fragranze raffinate e romantiche, come L’Air du Temps e Nina, Henry è riuscito in questi anni a ottenere non solo l’appoggio di celebrità come la regina Letizia di Spagna, Gigi Hadid e Rihanna, ma anche – e soprattutto – un aumento dei ricavi per Puig, il gruppo societario a cui appartiene (ne fanno parte griffe come Carolina Herrera, Paco Rabanne e Jean Paul Gaultier e etichette di profumi autorizzate, tra cui Prada, Valentino e Comme des Garçons).

Diversi i rumors secondo i quali sia stato lo stilista a lasciare la maison, perché insoddisfatto dei mezzi che la Puig gli ha messo a disposizione in questi tre anni. Dalla sua, la casa madre, che ha registrato nel 2016 vendite per quasi 1,8 miliardi di euro, in aumento del 9%, ha dichiarato di voler oltrepassare i due miliardi.

Intanto, in attesa dell’arrivo di un nuovo direttore creativo, le prossime collezioni di Nina Ricci saranno progettate dallo studio creativo interno, strada già intrapresa con scarsi risultati da Christian Dior, prima dell’arrivo di Maria Grazia Chiuri, e da Tod’s, dopo l’abbandono di Alessandra Facchinetti.

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