Gus Van Sant, regista culto di film come “Will hunting” e “Milk”, candidati all’Oscar, “Elephant”, Palma d’oro a Cannes, e “Paranoid Park”, Premio della giuria a Cannes, ha fatto un’audizione per dirigere “Breaking Dawn”, ma non l’ha passata. Con sommo rammarico di Robert Pattinson che l’aveva voluto.

Non si capisce se sia più sorprendente la notizia che Gus Van Sant abbia fatto un’audizione per il quarto episodio della saga di “Twilight”, visto che lui è un regista sempre alla larga da prodotti blockbuster, o se non l’abbia superata. È stato lui stesso a raccontare l’episodio da Cannes, dove si trova per il film in concorso “Restless”:

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“Ero molto nervoso, c’erano altre 15 persone. Non facevo un’audizione né colloqui per avere un lavoro almeno dal 1988, o ’87. Immagino che fossi impreparato. Di solito la gente semplicemente mi assume.”

E con una fama e un curriculum del genere, in effetti c’è poco da meravigliarsi. Ma anche i giganti vacillano:

“In questo caso, hanno voluto parlassi del loro progetto, che doveva seguire fedelmente il libro. Credo vi fosse spazio sufficiente per illuminare il loro progetto, ma loro erano gli esperti. Ho parlato perciò del libro stesso, rimarcando “Ok, è fantastico, facciamolo”. Ma credo fossero abituati a un approccio diverso. Sono abituati, per chi di voi ha dimestichezza con le audizioni per i film, a dissertazioni di 40 minuti sugli effetti visuali e a chiaccherate rassicuranti su quanto fantastico il progetto potrebbe diventare, ma non sapevo come farlo.”

Chissà come sarebbe stato “Breaking Dawn” girato da un regista con un’impronta così singolare come la sua. Sarebbe diventato un prodotto raffinato degno del Festival di Cannes?