Habemus Papam” viene proiettato in USA. Il film di Nanni Moretti, presentato a Cannes la scorsa primavera, arriva finalmente nei cinema degli Stati Uniti, con il titolo infelice di “We have a Pope”. C’è grande attesa tra i cinefili statunitensi, che in questo momento si sentiranno comunque vicini ai cinefili italiani che da sempre lamentano la mala traduzione dei titoli americani: stavolta toccherà agli americani lamentarsi.

Habemus Papam” è infatti un titolo che si avvale della più universale delle lingue, il latino, utilizzata dalla Chiesa per mantenere per tutto il medioevo la propria egemonia sull’Europa, il mondo allora conosciuto da quella religione, e che costituiva una vera e propria koinè letteraria per le differenti lingue, romanze e non, in formazione.

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Nanni Moretti è molto amato negli USA dopo “La stanza del figlio” (forse la sua pellicola più anomala, differente dal resto della produzione), ma su di lui pesano anche le cattive recensioni ricevute a {#Cannes} dopo la proiezione di “Habemus Papam”.

Ciononostante, gli USA sembrano orientati a tributare il successo a “Habemus Papam” e a Nanni Moretti, in particolare per la trama: nel film si parla di un papa neoeletto che deve ricorrere a un analista, perché non se la sente di svolgere un lavoro che richiede molte responsabilità, dando vita a un carattere, interpretato dal grandioso attore francese Michel Piccoli, a metà tra l’umoristico e l’umano.

Negli Stati Uniti la critica ci ha ravvisato anche delle citazioni, come dalla serie “I Soprano” e dalla pellicola “Il discorso del re”, ma “Habemus Papam” è qualcosa di molto diverso, e quindi chissà se piacerà dopo la visione. In un Paese dove si sta valorizzando più la serietà che non l’ironia dietro questa pellicola, il pubblico potrebbe restarne scontento.

Fonte: Slashfilm.