Il cardinal Melville (Michel Piccoli) viene eletto pontefice, ma soltanto dopo due fumate nere, ed è a tal punto schiacciato dal senso di inadeguatezza che si rifiuta di fare il suo lavoro. Da questa shortline eccezionale nasce il nuovo film di Nanni Moretti, “Habemus Papam“, nelle sale da venerdì 15 Aprile.

Anche se il regista romano ci ha abituati a silenzi prolungati e set sigillati, su questo film la già leggendaria ritrosia di Moretti è diventata quasi un’ossessione, forse a causa anche dello scoop dell’Espresso che ha fatto infuriare il regista.

Galleria di immagini: Habemus Papam

In pratica, soltanto il trailer, finalmente online, e poco altro si conosce ufficialmente di questo suo undicesimo lavoro, prodotto dalla Sacher Film assieme a Fandango, Rai Cinema e alla francesce Le Pacte.

L’idea principale che sostiene la trama (la sceneggiatura è firmata Nanni Moretti, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli) è quella di lavorare tra la commedia e il dramma per raccontare il senso di paralisi causato dal peso del predecessore e il senso di inadeguatezza al ruolo. Occasione per riflettere sui ruoli che interpretiamo, tutti, nella vita, e cosa succederebbe se di punto in bianco ci rifiutassimo.

Nel film si vede un povero cardinale protodiacono annunciare con la formula tradizionale il nuovo Papa, che si dovrebbe chiamare Celestino (“Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam”), dopo la quale si sente un urlo disperato, quasi disumano, provenire dalla stanza. È l’urlo del Papa che non vuole essere tale.

La condizione è talmente grave, e unica, che viene richiesta la presenza di uno psichiatra, il professor Brezzi, interpretato dallo stesso Nanni Moretti, per una diagnosi.

Ovviamente le interpretazioni si sprecano: accusa all’alto clero, alla Chiesa cattolica? Una metafora della crisi di coscienza di un intero Paese? In realtà, in una delle poche dichiarazioni al riguardo, il regista ha smentito di aver girato un “Caimano” di San Pietro:

“Il film non ha alcun legame con l’attualità, è la storia di un Papa inventato, un uomo eletto pontefice che sembra non riuscire a farcela.”

Di certo al film Moretti tiene molto. Basti un esempio: il regista voleva girare le scene della elezione nella Cappella Sistina e quando il Vaticano non ha concesso il permesso l’ha fatta ricostruire interamente a Cinecittà.

Nel cast, oltre a Piccoli e Moretti, c’è anche Margherita Buy, nei panni della moglie del professore anch’essa psichiatra.

Il film passerà molto probabilmente anche al Festival di Cannes nel mese di maggio.