Delle statistiche bisogna fidarsi, anche se fino a un certo punto. Quella di LinkedIn, il più popolato social network delle professioni (ben 100 milioni di iscritti) è decisamente originale: stabilire i nomi più duffusi tra i CEO, ovvero gli amministratori delegati delle più importanti aziende nel mondo.

Il risultato è un trionfo di mono e bisillabi: Peter, Jack, Bruce, Bob, Fred tra i maschi, e Sally, Debra, Cynthia tra le donne. E se si guarda all’Italia, un nome che sembra fatto apposta: Guido.

Galleria di immagini: Donne capo

Semplice casualità o predestinazione? Difficile dirlo, anche se l’analisi prende in considerazione le emergenze che superano la media demografica, cioè dati che eccedono la norma rispetto alla popolazione complessiva.

In ogni caso, se non avete ancora deciso cosa fare da grandi, potete segnarvi queste semplici regolette: i nomi brevi (massimo 4 lettere) sono generalmente favoriti nel diventare CEO o agenti di vendita, i nomi di 6 lettere stanno a pennello agli ingegneri mentre se avete nomi di 7 lettere o più buttatevi nella ristorazione.

Una nota curiosa: probabilmente il grande numero di nomi corti rivela l’abitudine degli uomini di potere di farsi chiamare con abbreviativi. Le donne, invece, pretendono di essere chiamate con il loro nome per esteso. Così viene spiegato dal linguista Frank Nuessel, intervistato da Forbes:

“Le donne preferiscono usare i loro nomi completi e non soprannomi perché vogliono essere prese più sul serio e desiderano che i colleghi guardino a loro in maniera più professionale.”