Il cast al completo, dai tre protagonisti principali fino ai gemelli Weasley, più una schiera di fan molti dei quali con tanto di cicatrice a forma di fulmine tatuata sulla fronte. All’anteprima londinese dell’ultimo capitolo della saga di Harry Potter c’erano proprio tutti, e non sono mancati momenti di commozione.

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La stessa J. K. Rowlings, presente alla prima di “Harry Potter e i Doni della Morte, parte II”, non ha nascosto le lacrime mostrando una certa nostalgia per l’epopea di Hogwarts, mentre tutte le star del film raggiungevano Leicester Square attraversando una sorta di Diagon Alley ricreata per l’occasione tra le vie di Londra.

Grande emozione anche per Daniel Radcliffe, che ha temporaneamente abbandonato il set della Grande Mela dove sta preparando un musical. Accompagnato da un’elegantissima Emma Watson (la celebre so tutto io Ermione Granger) e da Rupert Grint (Ron Weasley), che si è presentato con un look decisamente spettinato.

Secondo Daniel la vera stella del film è però Alan Rickman, il tenebroso Professor Piton, a quanto pare personaggio chiave in questo capitolo finale della saga.

“Alan Rickman merita l’Oscar”.

Per Rupert, invece, il pensiero che il set di {#Harry Potter} ha chiuso definitivamente i battenti è ancora difficile da mandare giù.

“Mi sembra incredibile che sia tutto finito. Non riesco a crederci. Non avremo mai più niente di simile”.

Ma la vera star dell’evento è stata Emma, la giovane attrice che ha mostrato una maturità e padronanza di sé invidiabili, e che non è certo passata inosservata con la sua mise sexy. Che cosa prova per il suo personaggio? Ecco le parole commosse della Watson.

“Ermione era come una sorella per me. Quando mi chiedono cosa mi mancherà di più rispondo che si, mi mancherà tutta la gente del cast, ma soprattutto mi mancherà non essere più lei”.

Le speranze non sono tutte perdute per gli appassionati della serie. La stessa autrice ha infatti concluso la serata con una frase che descrive il suo rapporto con il giovane mago, per lei come un figlio.

“È il mio bambino e se un giorno deciderò di tirarlo fuori di nuovo, lo farò”.