A distanza di qualche giorno dal recente comunicato stampa da parte della Warner Bros, che annunciava la mancata riconversione in 3D del penultimo capitolo della famosa saga di Harry Potter, si scoprono i retroscena della decisione presa dalla famosa casa di produzione.

Le motivazioni ufficiali specificavano che una riconversione in 3D avrebbe posticipato la data d’uscita di “Harry Potter e i Doni della Morte: parte I”, e non avrebbe garantito una qualità video all’altezza dei precedenti capitoli della saga.

In realtà, un articolo di Variety ha svelato ben altro: Warner Bros. avrebbe semplicemente avuto dei contrattempi e calcolato male i tempi di lavoro. A quanto pare, la IMAX Corporation che si occupava della gestione della conversione in 3D avrebbe affidato a una ditta esterna il compito in questione.

La ditta ha ricevuto l’incarico a maggio, ma solo ad agosto avrebbe dato l’ok per la riconversione. Ma in quel periodo il montaggio del film non era ancora stato ultimato, in quanto il regista David Yates non aveva completato l’inserimento degli effetti speciali.

Ed è proprio lì che è nato il problema, l’inserimento delle tre dimensioni in un film non può avvenire senza aver sistemato prima tutti gli effetti speciali. Da qui la decisione della Warner di abbandonare il 3D in favore del classico 2D.

Ricordiamo che “Harry Potter e i Doni della Morte: parte I” arriverà nelle sale il prossimo 19 novembre.