Qualche giorno fa si parlava di come, in Iran, fossero stati emessi alcuni provvedimenti che vietavano agli uomini di viaggiare in auto con delle donne, pena il sequestro dell’auto.

Quello che accade nella provincia occidentale di Herat, in Afghanistan, ha una grande affinità con quell’episodio, perché accomunati dalla tendenza crescente di limitare la libertà personale delle donne e incatenarle a un modello culturale e religioso in cui, troppo spesso, non si riconoscono.

Il Consiglio religioso di Herat ha, infatti, diffuso la cosiddetta “fatwa“, ovvero un decreto in cui si stabilisce che le donne non possono viaggiare se non sono accompagnate da un “mahram“.

Si tratta di un parente molto stretto o, comunque, di un uomo non sposabile. Come si poteva ben immaginare, i religiosi hanno pienamente appoggiato la proposta di legge, ma i movimenti femminili attivi nella regione si sono scagliati fermamente contro quello che hanno definito “uno strumento che va contro la parità dei sessi”.

Sembra che la preoccupazione maggiore del Consiglio religioso sia quella di salvaguardare la reputazione e la moralità delle donne che sarebbero, altrimenti, seriamente compromesse.

Il divieto si applica a tutti i tipi di viaggi e per tutti i tipi di donne: gli spostamenti per affari, studio o pellegrinaggio saranno, dunque, fortemente influenzati dalla nuova legge.

Secondo Muhammad Kababeyane, vice presidente del Consiglio religioso, la questione non riguarda l’emancipazione delle donne in campo lavorativo o scolastico, bensì la sola salvaguardia del loro percorso religioso:

Non ho nulla contro l’istruzione delle donne ma è mio dovere ricordare che per loro è peccato secondo la Shariah ogni spostamento fuori da casa senza la presenza del mahram.

Su Il Giornale.it leggiamo la diretta testimonianza di Bahar Joya, una donna che vive a Herat, è regolarmente sposata e sta per raggiungere l’India per motivi di studio:

La fatwa è illogica. Una donna musulmana è perfettamente capace di salvaguardare la propria moralità, che fra l’altro è una questione privata.