Così si racconta la determinata attrice Hilary Swank. Una piccola ribelle sin dagli anni di scuola, che si riparava tra sport e studio. All’età di 16 anni però scoprì il mondo della recitazione e convinse la madre a trasferirsi a Los Angeles, nonostante le difficoltà finanziarie. Avevano solo 100 dollari in tasca e abitavano nell’auto.

Scoprendo il suo talento, ricevette molti colloqui e piccole parti in show televisivi; da lì, iniziò la sua scalata verso il successo. Nonostante i molti “no” ai suoi provini, venne scelta per un ruolo particolare nel film “Boys Don’t Cry” ma dovette travestirsi da uomo. Un piccolo compromesso per arrivare al suo obiettivo.

Fu subito un Oscar. La critica e i commentatori più scettici hanno etichettato il suo premio come la “classica fortuna del principiante”. Era una stella che brillava solo per quella notte? Affatto.

Dopo qualche anno arrivò sul grande schermo con Clint Eastwood, in “Million Dollar Baby“: un altro Oscar nella vita di Hilary.

Una donna forte e determinata, una di quelle che non rinunciano ai propri sogni. Ora sta lavorando per il film “Amelia“, il nome della rivoluzionaria aviatrice Earhart. Il volo era, nei primi decenni del Novecento, un’attività rischiosa; non era certo per le donne. Ma la storia di Amelia, fino alla sua scomparsa nel Pacifico nel 1937, ha affascinato tutto il mondo. Una donna forte, protofemminista. E nonostante il suo sogno fosse difficile da realizzare, è riuscita ad esserne protagonista.

Un’abile (e amabile) avventuriera, la cui realtà è stata portata sullo schermo dalla regista Mira Nair. Hilary a quanto pare ha molte cose in comune con Amelia Earhart.

Ancora oggi le donne fanno fatica a raggiungere i propri sogni; proviamo solo ad immaginare negli anni 20 com’era arduo seguire il proprio cuore. Acclameremo sicuramente la Swank alla vista del film. Siamo certe che la sua interpretazione ridarà vita alla grande Amelia.