Non solo la scarsa informazione accompagna l’HIV di letto in letto, ma si segnala il ritorno di alcune malattie da tempo poco presenti quali la sifilide e la gonorrea. L’allarme del Congresso nazionale dei microbiologi conferma questo dato preoccupante, sottolineato da una crescita esponenziale delle malattie a trasmissione sessuale (MST).

Veniamo a conoscenza dei dati del rapporto dell’OsservaSalute da un articolo di Repubblica, che già nel 2008 aveva sottolineato un aumento delle patologie veneree.

I ricercatori della Cattolica di Roma hanno rilevato che, nel periodo 2000-2006, la percentuale di ammalati di sifilide e gonorra era aumentato in modo terribile, non solo tra i giovani, ma specialmente tra gli adulti eterosessuali.

Dopo un decennio, gli anni ’90, dedicato alle campagne informative, alla corretta educazione sessuale e all’uso del profilattico come salvavita, siamo ripiombati nel medioevo dell’informazione.

Moltissimi i rapporti promiscui senza l’utilizzo del preservativo, molto pochi i dati che circolano sull’HIV e sulla possibilità di testarne la presenza e l’eventuale contagio. In molti si ammalano senza sapere di aver contratto il virus, diventando a loro volta veicoli di trasmissione non solo dell’HIV, ma anche di moltissime patologie sessuali. Tra queste anche il papilloma virus.

Alessandra Graziottin, direttore del centro di sessuologia medica del San Raffaele Resnati, ha specificato che:

Il problema riguarda l’allerta legata all’AIDS: la paura, diffusa soprattutto negli anni Novanta, si è attenuata e con essa è diminuita anche l’attenzione ad avere rapporti sessuali protetti. Se le MST sono aumentate dipende anche dal fatto che in questi ultimi anni abbiamo assistito a una deriva delle norme ed alla diffusione di una promiscuità non protetta. Attenzione però perché non sono soltanto i ragazzi a non proteggersi. Molto spesso si tratta di donne e uomini maturi che hanno rapporti promiscui non protetti, con la convinzione erronea che il rischio di contrarre infezioni sia in qualche modo confinato ai giovani.

A questo si aggiunga, come riportato qualche giorno fa, come i contesti sociali possano notevolmente contribuire al propagarsi di queste malattie: più un gruppo viene stigmatizzato, maggiori saranno i rischi per la salute.