Durante la presentazione del volume “Ho vinto io“, una raccolta di storie vere e toccanti di donne che hanno vinto la sfida del tumore al seno, sono emerse cifre statistiche sul fenomeno in Italia.

Nel nostro Paese siamo al tasso più basso di mortalità, da 40 anni a questa parte: in termini percentuali, sono 23 donne su 100 a morire, oggi, per questo problema.

La pubblicazione nasce dalla convinzione che sia necessario diffondere storie vere, di successo, per aiutare quelle donne che, ogni giorno, scoprono d’essere afflitte da questo sconvolgente e mutilante male.

Una sciagura, che però può essere superata con successo. Come dimostrano le 400 mamme, donne colpite di tumore al seno che, in seguito alla guarigione, hanno potuto diventare madri. Così come può e deve essere vinta la discriminazione che, nel 35% dei casi di ex ammalate, è stata avvertita pesantemente.

Ma c’è un però, su cui vale la pena riflettere. È altissima la percentuale di casi in cui, dopo aver vinto la dura battaglia col tumore al seno, la donna lascia il compagno: il 25%.

Perché questi non è stato presente, capace di supportarla nel percorso di recupero. Ma anche perché, una volta sfuggite alla morte, pare che le donne acquisiscano una maggior consapevolezza, diventando più restie ad accettare quotidianità piatte e poco vitali.

Insomma, pieno recupero della fiducia e inno alla speranza, come i messaggi che vogliono essere diffusi da questa raccolta di storie vere che, come ha dichiarato Elisa Cammelli, vice presidente dell’Associazione Italiana Malati di Cancro (Aimac), a nome di tutti coloro che ci sono passati:

Non vogliamo essere trattati tutta la vita come malati, non ha più alcun senso anche dal punto di vista scientifico.