In onda in prima assoluta in Italia stasera alle 21, su SKY 1, Hung nel nostro Paese porterà l’infelice sottotitolo di “Ragazzo squillo“, che non rende esattamente l’idea che si tratti di una simpatica commedia. Come recita la pubblicità del programma, il protagonista è a grandi linee un uomo di mezza età, divorziato, in bolletta e gigolò.

Niente a che fare con l’affascinante personaggio bello e dannato portato sul grande schermo da Richard Gere: piuttosto Richard Dreker, interpretato da Thomas Jane, è un insegnante e un fallito che vive a Detroit, ex giocatore di basket con una carriera stroncata da un infortunio al ginocchio, con una casa dilaniata da un incendio e costretto a vivere in una tenda.

Dopo aver frequentato un corso su come cambiare la propria vita in meglio, decide che la carriera da intraprendere è quella del gigolò. Anche il titolo si riferisce alla duplice faccia di questa storia: “hung” significa, infatti, “superdotato”, ma anche “sospeso”. Il tutto aggravato, comicamente, dagli scontri con la ex moglie, che avrà il volto di Anne Heche, e dai problemi adolescenziali dei figli.

Gli spettatori hanno premiato questa serie prodotta dalla HBO, sebbene la critica sia divisa sull’argomento. Ma Hung è così leggero che non lo si può bocciare e soprattutto non si può non ammettere che, vedendolo, non ci scappa una sana risata.