Un menestrello, un poeta, un cantore dei tempi che cambiano. Lui, la sua chitarra, la sua armonica e la sua musica, classificata come folk, ma che non può non piacere anche a chi non ama il genere. È Bob Dylan, che oggi compie 70 anni. Dylan è un personaggio strano e controverso del panorama musicale mondiale, che ha raggiunto tanti traguardi, tanto da essere stato proposto più volte per il Nobel per la letteratura e ha vinto anche il Pulitzer.

Le sue canzoni, da “Blowin’ in the wind” a “The times they are a-changin’” sono state rappresentative di un’epoca di grandi cambiamenti, di grandi rivoluzioni culturali, di quei ragazzi che non comprendevano più le scelte dei genitori, ma anche di colui che non poteva più voltare la testa di fronte agli orrori della guerra e delle ingiustizie.

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Oltre all’argomentazione civile, esistono altri filoni, come quello amoroso di “I want you” e “It’s all over now baby blue”, ma anche quello dotato di una straordinaria ironia, come l’immemorabile “Motorpsycho nightmare“, che racconta la storia di un ragazzo finito in una fattoria, e per non essere incastrato sentimentalmente dalla figlia del fattore, scappa facendo un’apologia del comunismo inseguito dalle schioppettate patriottiche del padre. L’album di Bob Dylan “Blonde on blonde” è uno dei dischi di cui nessun estimatore musicale può fare a meno, come dice Jack Black nel film “Alta fedeltà”.

Ieri, la BBC ha diffuso una vecchia intervista di Dylan in cui si parla del suo rapporto con l’eroina e con la morte:

“Sono uscito dalla dipendenza da eroina a New York. Sono diventato molto teso, voglio dire molto molto teso, e ho smesso. Ero solito spendere 25 dollari al giorno in eroina, e ho smesso. [… ] Morire per me non è niente, se posso morire velocemente. Ammetto d’aver pensato al suicidio ma ne sono uscito. Sono felice, ma felicità è una parola un po’ conveniente. Mi sparerei al cervello se le cose andassero male. Mi butterei da una finestra, mi sparerei davvero. Penso alla morte in modo aperto, sai.”

Quella sull’uso di droga non è esattamente una novità, dato che “Mr Tamburine man” parla proprio di un uomo che è in attesa dello spacciatore. Uno spacciatore che lui seguirà nel mattino tremolante. Dylan è una pietra che rotola nel marasma della vita, un uomo che non cerca una donna che si appoggi ciecamente a lui, che riesce a esprimere delle parole che sono pura poesia e musicalità di un verso che non morirà. Anche se il pensiero della morte l’ha accarezzato più volte, Bob Dylan, come tutti gli artisti, non potrà morire mai, i suoi pensieri continueranno a volteggiare nell’aria, anche quando sarà sotto terra.