Il periodo dell’anno in cui si nasce può influire in maniera determinante sia lo sviluppo fisico che quello cognitivo di una persona. A dimostrarlo ci ha pensato una ricerca dell’università di Cambridge dimostrando che le donne che affrontano la gravidanza nei mesi più caldi dell’anno producono maggiore vitamina D, data da una più alta esposizione al sole.

Il maggiore apporto di questa vitamina al bebè in arrivo garantisce, di conseguenza, degli effetti positivi sul nascituro: ad esempio i nati tra giugno, luglio e agosto risultano più forti dopo il parto, hanno ossa poco soggette alle fratture e sono meno predisposti a malattie come il diabete, il cancro e la sclerosi multipla. La vitamina D incide anche sull’altezza del bambino: chi nasce nelle stagione più calda dell’anno ha il 10% di possibilità di essere più alto della norma, tanto che chi è nato a dicembre risulta in media più basso di tre millimetri rispetto ai nati a giugno.

Una curiosità arriva, in particolare, dal mondo femminile in quanto le bambine venute al mondo d’estate, di solito, affrontano la pubertà con ritardo rispetto alle loro coetanee e, secondo i risultati dello studio, ciò garantisce un minor rischio d’esposizione ai problemi di cuore e al diabete. Insomma, la ricerca di Cambridge fuga ogni dubbio: per garantire condizioni fisiche e psicologiche migliori ai propri figli è consigliabile diventare mamma nei mesi più caldi dell’anno.