Dopo la guerriglia scoppiata a Roma durante il corteo per la protesta degli indignati, le autorità e i giornalisti sono tutti a caccia dei black bloc per scoprirne l’identità e assicurarli alla giustizia.

Le violenze, infatti, sono tutte state associate al gruppo che ha già creato scompiglio di Val di Susa e durante le proteste a Roma lo scorso dicembre, nonostante i black bloc non abbiano mai rivendicato le azioni relative alla protesta della scorsa settimana.

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In una lettera diretta a tutti gli italiani, indignati e non, e resa pubblica attraverso i social network, i black bloc si definiscono delusi dalle accuse ricevute. Non sarebbero loro i colpevoli degli incendi, delle vetrine e dei bancomat distrutti:

«Vogliamo informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere né tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento. E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci “Cosa c***o avete fatto?!”, perché non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.»

A detta dei black bloc, la colpa degli atti vandalici sarebbe quindi solo ed esclusivamente da imputare al gruppo di adolescenti a volto coperto che hanno deciso di sfogare la propria rabbia repressa su una città antica come Roma. Nessun motivo di indignazione avrebbe potuto spingere i violenti dall’abbigliamento scuro a incendiare automobili di precari come loro.

Ma a questo punto, dopo essere stati accusati ingiustamente secondo il loro punto di vista, i black bloc hanno deciso di mandare a quel paese tutti i pacifisti che hanno utilizzato il loro nome per giustificare le violenze della settimana scorsa:

«Per voi altri “pacifisti” che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel “vaff*****o” per non sapere ma voler giudicare.»

E contro i teppisti che hanno distrutto mezza Roma durante il corteo, i black bloc rivolgono una minaccia più che un semplice “vaffa”:

«Per voi luridi teppisti 15enni che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo “arrivederci”, “arrivederci” a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi “VIA, VIA, VIA!”, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.»

Fonte: Lettera Viola