Il 2009 va ricordato anche come l’anno in cui cade il centenario di uno strumento di bellezza cui ogni donna, almeno una volta nella vita, ha fatto ricorso: la colorazione per capelli.

Ideata nel 1909 del chimico francese Eugene Schueller (prima di allora esistevano miscele casalinghe non proprio affidabilissime), in questo secolo di vita ha subito continui progressi: dalle tinture con forti dosi di ammoniaca (necessaria per fissare il colore ma colpevole di indebolire il fusto del capello) alle moderne colorazioni, nelle quali l’ammoniaca è sempre più sostituita da oli e gel (che sono meno aggressivi, il che ci risparmia anche quel fastidioso pizzicorio sul cuoio capelluto).

Strumento di bellezza delle donne, si diceva. L’80% del gentil sesso si colora i capelli (in Italia 19,6 milioni di donne), e lo fanno anche le under 25, per il gusto di cambiare o di illuminare la propria tonalità di partenza con riflessi tono su tono. Ma a quanto pare sono anche strumento degli uomini: sdoganata da quelli di spettacolo, oggi anche impiegati, professionisti, manager e uomini di ogni genere fanno ricorso alla colorazione per capelli.

Il parere di chi scrive è che il fascino del grigio alla Richard Gere o del brizzolato alla George Clooney è intramontabile: voi che dite? Preferite l’uomo tinto o naturale?

Anche tra le donne ci sono delle coraggiose che, in netta controtendenza con la maggioranza, lasciano i capelli grigi o bianchi in vista:e chi se ne intende di bon ton sostiene fermamente che sia questa la scelta più elegante.

Certamente queste donne prendono una decisione fuori dagli schemi, dimostrando di avere una buona dose di anticonformismo: e voi da che parte state? Capello tinto o al naturale?