Ciliegie dal Cile, l’anguria dal Brasile e i mirtilli dal Messico: questi sono solo alcuni dei 10 prodotti più inquinanti secondo la classifica stilata da Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno.

Mangiare la frutta fuori stagione ha un costo, soprattutto per l’ambiente: un percorso decisamente troppo lungo per arrivare sulle nostre tavole causa un grande spreco di petrolio ed emissioni di anidride carbonica che non fa altro se non andare a peggiorare il terribile effetto serra.

Ecco la classifica:

  • Ciliegia dal Cile
  • Mirtilli dall’Argentina
  • Asparagi dal Perù
  • Noci dalla California
  • Rose dall’Ecuador
  • More dal Messico
  • Anguria dal Brasile
  • Meloni di Guadalupa
  • Melograni da Israele
  • Fagiolini dall’Egitto

Per quanto riguarda le rose dell’Ecuador per la quale sono state denunciati casi di sfruttamento del lavoro, con una mancanza di tutele sindacali, oltre alle condizioni di salute degli stessi lavoratori, messi a contatto con i prodotti chimici utilizzati per trattare i fiori. Secondo i dati forniti da Coldiretti, inoltre, per arrivare sulle nostre tavole, un chilo di ciliegie cilene deve percorrere più di 10mila chilometri, consumando 6,9 chili di petrolio con emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Praticamente lo stesso per i mirtilli dell’Argentina, che percorrono 11mila chilometri e gli asparagi del Perù che ne devono percorrere 10mila.

Secondo l’associazione, la soluzione consiste nel consumare i prodotti locali, a chilometri zero, facendo attenzione agli imballaggi e, cosa fondamentale, che i prodotti siano di stagione, così da riuscire ad abbattere anche mille chili di anidride carbonica per famiglia!

Come affermato dal presidente, Roberto Moncalvo: “Fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi“.

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