Che sia a venti, trenta o quarant’anni, quando una donna decide di avere un figlio è spesso colta da moltissimi dubbi, non solo relativi alla sua capacità di essere una buona madre, oppure alle difficoltà che sarà necessario affrontare quando nascerà il bambino, ma inerenti anche il proprio stato di salute.

Il mio corpo è pronto per affrontare una gravidanza? Questa è una domanda ricorrente in un’aspirante mamma, consapevole che per vivere nove mesi sereni è necessario prepararsi nel migliore dei modi, escludendo la presenza di eventuali problemi che potrebbero compromettere il concepimento.

Il primo consiglio è quello di consultarsi con il proprio medico o ginecologo di fiducia, il quale saprà prescrivere tutte le analisi di routine che, oltre a dare una panoramica sullo stato di salute sono anche in grado di verificare la presenza dei fattori di rischio più comuni in {#gravidanza}.

Nella maggioranza dei casi, si tratta di effettuare un prelievo di un campione di sangue e le classiche analisi delle urine. È fondamentale accertarsi che la futura mamma non sia affetta da epatite B e che non ci siano tracce del virus Hiv. Attraverso il prelievo del sangue, inoltre, si verifica la presenza nella donna di anticorpi contro la rosolia e la toxoplasmosi. Questi due check-up si chiamano rispettivamente rubeo-test e toxo-test: se una delle due malattie si contrae durante la gestazione potrebbe portare gravi conseguenze nella madre e nel bimbo.

Anche stabilire il gruppo sanguigno della donna, più il fattore RH, è importante per prevenire qualsiasi problema di incompatibilità tra mamma e figlio. L’elettroforesi, invece, valuta la presenza di proteine nel sangue. La maggior parte dei ginecologi, inoltre, prescrive alle pazienti il test che verifica la presenza di anticorpi anti-citomegalovirus, un virus appartenente al ramo degli Herpesvirus che può essere trasmesso dalla madre al neonato.

Ulteriori aspetti da valutare riguardano la possibilità di contrarre diabete gestazionale, come anche la presenza di uno stato anemico e di problemi a livello dei reni. In questo caso si parla di particolari analisi del sangue chiamate azotemia e creatininemia. Oltre ai reni, dovrebbe essere indagato anche il corretto funzionamento di fegato e tiroide.

Prima del concepimento, oppure nelle prime settimane di gestazione se la gravidanza arriva inaspettata, è buona norma anche eseguire sia il Pap test sia una visita ginecologica completa, entrambi accertamenti utili per verificare che nell’utero e nella cervice non vi siano infezioni in corso.