Convivenza o matrimonio? Negli ultimi tempi, gli italiani si stanno trovando a porsi questa domanda, finendo spesso per propendere per l’ultima soluzione. L’ISTAT ha diramato negli ultimi tempi i risultati su come stia cambiando la famiglia italiana e la sua struttura: mentre i matrimoni diminuiscono, aumentano le nuove forme familiari, i single, i single con figli, le convivenze e i nuclei allargati.

Negli ultimi 20 anni è raddoppiato il numero di single, mentre sono quadruplicate le coppie di fatto: in altre parole, secondo molti la convivenza è necessaria prima del matrimonio, o può addirittura sostituirlo. Questi dati dimostrano ancora una volta che il matrimonio non è più l’unica possibilità di vivere un legame sentimentale stabile. L’unico ostacolo per la felicità è l’assenza di leggi che regolamenti i diritti delle coppie di fatto, come il diritto all’eredità o all’adozione dei figli.

Sulla convivenza è intervenuta Monica Zentellini, psicologa di Meetic:

«Età, cultura e precedenti esperienze (personali o familiari) incidono significativamente in questo senso. Per quanto riguarda l’età, più a lungo un individuo ha vissuto da solo, più ha acquisito autonomia e indipendenza nella gestione degli spazi personali, più difficoltà troverà ad adattarsi a una nuova situazione a due, dove sono necessarie alcune caratteristiche quali sacrificio, comprensione, capacità di condivisione e non ultima una certa disponibilità alla negoziazione e al compromesso. La cultura – ossia l’ambito in cui si nasce e si vive – invece, contribuisce a far consolidare dentro di sé una propensione o meno al desiderio di costruire un rapporto secondo alcuni canoni. Precedenti esperienze amorose più o meno positive o l’ambito familiare in cui si nasce e si vive sono fattori altrettanto determinanti nella scelta di una convivenza.»

A questo panorama va aggiunto il timore di imbarcarsi in un rapporto che non potrebbe essere per sempre: l’espressione stessa “per sempre” fa paura, perché si vedono sempre più coppie separate o divorziate e si finisce a guardare al passato, in cui non ci si lasciava sì, ma spesso invece la donna, pur di non separarsi, si trovava a subire situazioni di tradimento palese e addirittura violenze domestiche. Anche la consapevolezza che tutto potrebbe essere effimero pesa non poco sulla scelta della convivenza.