Si intitola “Human Rights?” l’esposizione che riunisce fino a domenica 11 ottobre, nello storico scenario delle seterie di S.Leucio a Caserta, più di cento artisti provenienti da tutto il mondo, nel tentativo di dare una risposta a quella che è, come da titolo della mostra, una perentoria domanda.

Scultori, pittori, fotografi e performer europei, sudamericani, mediorientali ed est asiatici hanno tentato di fornire, ciascuno attraverso il linguaggio personale, ma al contempo universale delle proprie opere, un’interpretazione del significato e del valore dei diritti fondamentali dell’uomo.

Qualcuno, giustamente, lo fa citando la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo proclamata dall’ONU nel 1948, qualcun altro, attraverso l’interattività, rende il visitatore protagonista stesso dell’opera, per dimostrare come ciascuno possa avere un ruolo attivo contro la pena di morte.

Numerosi, poi, i riferimenti alla condizione di semi-schiavitù e totale mancanza di libertà delle donne in certe aree del globo: quadri inquietanti proprio perché, pur essendo frutto della fantasia dell’artista, rappresentano la realtà.

Una realtà di cui si parla molto, ma evidentemente non è abbastanza, se ancora è possibile che una ragazza venga brutalmente uccisa dal proprio padre solo perché aveva deciso di vivere con il suo fidanzato.

Il caso di Sanaa Dafani è infatti solo l’ultimo di una lunga serie di cronache generate dalla stessa barbara cecità.