La Repubblica riportava ieri la notizia che l’europarlamentare Daniela Santanché è stata picchiata mentre manifestava contro le donne in burqa, presenti ai festeggiamenti per la fine del Ramadan. Voleva impedirne la partecipazione in quanto ritiene che il burqa sia un’umiliazione per le donne, e che la legge italiana vieta che si vada in giro con il volto coperto.

Si parla fin troppo poco di quest’argomento che, ormai, fa parte della nostra società. Abbiamo bambini nelle scuole che provengono da famiglie islamiche, figli che si fidanzano con ragazze islamiche e che poi, come come successo cinque giorni fa, vengono uccise dal padre perché la loro tradizione non permette di convivere con un uomo senza essere sposati. O come Hina, uccisa quasi un anno fa dal padre perché voleva vivere come una ragazza occidentale. Motivazioni assurde per un gesto che non ha, non può avere giustificazioni. Perché allora il padre di Hina l’avrebbe portata in un paese occidentale se non voleva averci niente a che fare.

Donne costrette a nascondersi dietro ad un velo come impone il Corano, per nascondere la propria bellezza. Anche in Afghanistan le ragazze cominciano a ribellarsi a questa costrizione, 3 donne su 10 vanno in giro con solo il velo nero che copre i capelli ma lascia fuori il viso. Ed è per questo che accadono episodi come quello capitato a Shamsia a Kabul che è stata colpita al volto perché non era nascosto dal velo.

Le donne sono così belle, perché nasconderle dietro un velo?