Molte mamme confessano che il primo, istintivo pensiero quando vedi per la prima volta il tuo bambino appena nato è «ora non posso morire». Quando si diventa genitori si prova un senso così forte di protezione per i figli che la vita diventa troppo preziosa, e si sente una grande energia scorrere nelle vene. Uno studio ha dimostrato che questo ha effetti concreti sulla longevità.

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Avere figli allunga la vita, insomma, con buona pace di chi – in certi momenti – sarebbe pronto a giurare il contrario. Lo dice uno studio epidemiologico appena pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, che ha preso in considerazione 21.000 coppie rivoltesi alla fecondazione assistita.

Secondo una logica che lascia un po’ stupefatti per la sua crudezza, ma che evidentemente ha basi scientifiche, i ricercatori hanno monitorato lungo gli anni le coppie che desideravano dei figli, registrando che quelle che non riuscivano nel loro intento morivano, tendenzialmente, prima.

Ovviamente, stabilire un nesso di causa-effetto è del tutto improprio (sarebbe da pseudoscienza), lo studio si limita a notare questa tendenza e a correlarla con il peggioramento della salute dovuto allo stress e/o alla depressione.

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Una ricerca senza dubbio controversa, ma che punta su una questione abbastanza convisibile: la nostra felicità esistenziale ha effetti enormi sulla nostra salute, in forme e modi che non conosciamo, tanto da apparire talvolta come un destino. Il sostegno psicologico, il calore degli affetti, non sono solo relazioni: sono medicine.

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E la conclusione sulle coppie che cercano un figlio con la procreazione assisista ricorda un po’ la morale dell’ultimo, tenero film di Virzì, Tutti i santi giorni, dove la ricerca della felicità di coppia rischia di rompere l’incanto, finché non arriva l’amore … e un cucciolo di cane.

Fonte: JECH