I figli di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione con l’accusa di aver assassinato il marito, temono di essere arrestati e, di conseguenza, hanno chiesto al Papa di intercedere e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la possibilità di godere dell’asilo politico nel nostro paese.

In Italia, la legge che regola l’asilo politico sostiene che possono fare appello tutti i rifugiati perseguitati e discriminati per motivo di razza, religione, nazionalità e politica. Per ottenere asilo occorre redigere una domanda che permetta di riconoscere nei casi specifici l’esistenza dello status di rifugiato.

Bisogna, inoltre, corredare la domanda di episodi dettagliati di persecuzione che possano in un qualche modo far supporre che il rientro in patria possa rappresentare un momento rischioso per la vita delle persone perseguitate.

Abbiamo ricevuto telefonate da persone che si presentavano come agenti dell’Intelligence che ci hanno minacciato. Una volta ci hanno convocato nei loro uffici, ma non ci siamo andato. Ma c’è la possibilità che ci arrestino in ogni momento.

Come si comporterà il governo italiano davanti a una situazione così delicata?