Gli esami di maturità sono qualcosa di fortemente impresso nell’immaginario collettivo degli italiani. Perché rappresentano lo spartiacque tra l’adolescenza e l’età adulta, una presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie responsabilità. Per questa ragione, molto probabilmente, sono tanti i registi che hanno affrontato il tema degli esami di maturità nelle maniere più disparate. Ecco alcune cose da fare, e altre da non fare assolutamente, se state affrontando la vostra maturità, proprio come viene raccontata sul grande schermo.

Galleria di immagini: Notte prima degli esami

1. “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi.

È il film sugli esami per eccellenza. Non è una perla cinematografica, ma una pellicola abbastanza divertente anche per il sapore agrodolce degli anni’80, indimenticabili per chi li ha vissuti, tra Duran Duran, la caduta del Muro di Berlino, Madonna e uno straordinario Giorgio Faletti, che se all’epoca era in TV con il personaggio di Vito Catozzo, qui è un professore che i ragazzi chiamano “carogna” per il suo eccessivo rigore e per il carattere non proprio simpatico. In questo film, alcuni ragazzi sono alle prese con gli esami di maturità e quello che accade determina a grandi linee il loro futuro. Di recente, ne è stata tratta anche una fiction televisiva, che però perde un po’ la magia di questo film. Qui vediamo una delle scene più poetiche, in cui al protagonista, Luca alias Nicolas Vapodiris, viene detto che non ha importan<a quello che si apprende dalla vita, ma il percorso che ci fa giungere alla conoscenza. Il tutto con la colonna sonora di Antonello Venditti.

3. “Ovosodo” di Paolo Virzì.

Qui il protagonista Piero Malsani compie un percorso umano e letterario che mal si concilia con gli standard dell’istruzione italiana. Alla fine sarà bocciato, mentre il suo migliore amico, ricco di famiglia, verrà promosso con un 36/60 politico solo per le pressioni del padre, il proprietario di una grande fabbrica di Livorno. È importante sapere che, oltre a quello che la scuola ci insegna quotidianamente, dobbiamo avere il coraggio di leggere e di informarci, e a volte di apprendere delle lezioni anche dalla vita stessa.

Tanti sono stati i professori al cinema, tanti gli studenti. Ma un professore, più di tutti, è riuscito a incarnare il nostro insegnante ideale, quello che più che l’artefatto John Keating de “L’attimo fuggente”, ha saputo spiegare cosa davvero non va nella scuola italiana, con tanta poesia e con tanta lucidità. Si tratta di Silvio Orlando che, con i film “La scuola” e “Auguri professore”, ha saputo rendere bene come la scuola italiana funzioni solo per chi non ne ha bisogno e come dovrebbero essere gli insegnanti, in primis, a guidare gli allievi in un percorso che non è solo d’apprendimento, ma è soprattutto umano.