In Italia l’occupazione giovanile è in continuo calo, e secondo quanto reso noto dall’Istat solo poche settimane fa, attualmente un giovane su tre è senza lavoro. Questi dati, tuttavia, devono essere confrontati con il resoconto presentato dall’Osservatorio Isfol, che ha indagato sulla condizione generale dei senza lavoro.

La maggioranza dei giovani disoccupati, infatti non è disposta ad accettare qualsiasi proposta di lavoro gli si presenti davanti, nonostante l’attuale carenza di opportunità lavorative.

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Solo il 41,5% dei ragazzi tra i 18 e i 29, inoltre, ha affermato di essere disponibile a qualsiasi sacrificio pur di trovare un’occupazione, compreso un eventuale trasferimento lontano da casa. Dati alla mano, su dieci giovani non ancora trentenni presi in esame in un mese, quattro hanno rifiutato una proposta lavorativa per varie motivazioni.

Il quadro della situazione, secondo quanto afferma l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, è quindi abbastanza contraddittorio, tuttavia questa tendenza dei giovani italiani a essere particolarmente esigenti si allinea perfettamente con l’abitudine, tutt’altro che scomparsa, di contare sull’aiuto della famiglia anche fino ai 35 anni.

Il 47,7% dei giovani di sesso maschile, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, infatti, abita ancora con mamma e papà, contro il 32,7% delle donne.

“Il fenomeno della permanenza di un individuo con oltre 25 anni nella famiglia di origine é sempre più marcato, e costituisce per l’Italia un nodo critico importante. Basti pensare che nella vicina Francia, le quote dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni ancora a casa dei genitori sono molto più basse (13% per gli uomini e 8% per le donne).”

Questa disparità con le altre nazioni europee si spiega, in parte, con le difficoltà che riguardano l’ingresso nel mondo del lavoro, tuttavia sembra che sia proprio la componente femminile (che paradossalmente esce prima dal nucleo familiare) ad avere maggiori problemi a riguardo, soprattutto perché molto più penalizzata nelle forme contrattuali rispetto ai colleghi uomini.