Agli abortisti americani la riforma del sistema sanitario di Barack Obama, approvata ieri, non piace.

A farsi portavoce della posizione contraria è la columnist del quotidiano Chicago Sun Times, Tilda Switon, che, in un articolo, riporta le riflessioni dei gruppi abortisti.

Secondo questi ultimi, il nuovo sistema appena approvato determinerebbe una eccessiva burocratizzazione delle procedure, specie per chi sceglie che il suo piano sanitario includa la copertura anche per l’aborto. E, siccome attualmente l’85 per cento dei sistemi di assicurazione sanitaria privata prevedono automaticamente la copertura per le donne che subiscono un aborto, l’effetto che potrebbe determinarsi è che, chi può, sceglierà comunque la via privata.

I membri del NARAl pro-choice America, così si chiama il gruppo degli attivisiti pro-aborto, però non nascondono che la riforma di Obama porti con sé anche molti aspetti positivi, come ad esempio i trenta milioni di americani che potranno avere accesso a un sistema in grado di garantire loro piani di tutela per la famiglia e la maternità.

Allo stesso tempo, la riforma darà il via anche a una serie di pratiche discriminatorie dell’industria delle assicurazioni, che finiranno per rendere la tutela della salute più costosa per le donne. Per questo ci troviamo di fronte al dilemma di come rispondere a una legge che include, sotto il profilo della riproduzione, sia aspetti negativi che positivi.

Con queste parole il gruppo manifesta la propria disapprovazione, aggiungendo che se queste problematiche sulla copertura dell’aborto resteranno nella legge, sarà una terribile notizia per tutte quelle donne americane che credono nel diritto di scelta.

Per concludere, infine, la dichiarazione dei loro obiettivi:

Il Congresso e la Casa Bianca non hanno ancora sentito la nostra ultima parola: incrementare l’accesso delle donne al controllo delle nascite e rendere il sistema più accessibile è la nostra missione. È nostro compito trovare un sistema per rimuovere queste pericolose e inaccettabili restrizioni.