La felicità sul lavoro è un’utopia? Molte persone vivono con fatica il rapporto con il proprio lavoro: il mestiere che si porta avanti non sempre lo si è scelto, e soprattutto di questi tempi raramente corrisponde agli studi effettuati e ai propri desiderata.

Un’indagine effettuata sui lavoratori del Regno Unito ha stabilito che la felicità sul lavoro coincide con due mestieri ben precisi: fiorista e giardiniere. Sembra incredibile da credere, in fondo tutti abbiamo scherzato sulla celebre domanda del questionario dei 3 giorni che chiedeva “ti piacciono i fiori? faresti il fioraio?” e in tutto il mondo questa domanda viene utilizzata per capire se si è un po’ svitati. Ma questo mestiere affascinante viene finalmente ribaltato.

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In generale la felicità in ambito professionale non si trova nella staticità. Il mestiere del fiorista consente di avere un rapporto con il pubblico, ma anche studiare, aggiornarsi, mentre quello del giardiniere alterna pubblico e privato, quello delle lunghe coltivazioni. Per cui viene a cadere la consapevolezza che forse le professioni migliori sono quelle “libere”, come l’architetto, l’avvocato, il giornalista. Il poter gestire il proprio tempo non sempre è un vantaggio, anche perché spesso chi esercita la libera professione si ritrova a lavorare senza limiti d’orario.

Tra i lavori che danno la felicità c’è quello del bancario e del tecnico informatico, questo anche in forza di uno stipendio molto spesso cospicuo, che consente di togliersi molti sfizi e lussi altrimenti difficilmente arrivabili. Ma anche altri mestieri tradizionali sembrano conservare una dose di felicità: si tratta di quei mestieri che possiedono una forte utilità sociale, una grande professionalità e spesso anche una dose di creatività, come elettricisti, parrucchieri, sarte.

Probabilmente la verità è in un vecchissimo detto: il denaro non dà la felicità. Le felicità è intrisa spesso di forte passione, perché forse rappresenta un singolo momento della vita lavorativa di ognuno, ma la passione è l’ingrediente che dilata nel tempo la percezione stessa della felicità. Ognuno possiede una passione, o meglio una vocazione: e una volta che la si è scoperta e trovata è doveroso inseguirla, sempre che ce ne sia la possibilità.

Fonte: Express