Quando la gravidanza sta per terminare e il giorno del parto è sempre più vicino, la futura mamma può provare alcuni metodi naturali per cercare di stimolare le contrazioni e per favorire così la nascita del bambino. Alcuni di questi metodi suggeriti, del tutto naturali, fanno parte di un sapere che si tramanda ormai di generazione in generazione (molte donne, probabilmente, ne avranno sentito parlare dalle proprie nonne o dalle proprie mamme); altri metodi ancora possano invece essere consigliati dal medico che segue la gestante, a cui in ogni caso va chiesto sempre un parere.

Contrazioni: metodi naturali per favorirle

Fra i metodi naturali per stimolare le contrazioni a ridosso del parto, pare siano efficaci soprattutto alcuni alimenti: si tratta, in particolare, di ananas ma anche spezie e cibi piccanti, tutti potenzialmente in grado di stimolare le contrazioni.

Altri, invece, ritengono che possa essere un buon metodo quello di avere rapporti sessuali: il motivo sarebbe da riscontrare nel fatto che gli spermatozoi contengono le prostaglandine e l’ossitocina e che queste ultime contribuirebbero alla preparazione dell’utero, rendendolo molto più morbido. La produzione di ossitocina può essere inoltre stimolata carezzando i capezzoli della donna.

Fra gli altri metodi suggeriti, pare possa risultare parecchio efficace anche quello di passeggiare molto e di fare le scale (in sintesi bisogna muoversi quindi!). Un metodo che in realtà sarebbe consigliato anche da alcuni medici, anche se non risulterebbero prove scientifiche della sua efficacia. Indipendentemente da questo però, c’è da dire che, se non vi sono particolari controindicazioni, camminare e fare del movimento, seppur blando, non può che far bene.

Contrazioni: metodi medici

Accanto a questi metodi naturali, che si tramandano di generazione in generazione, vi sarebbero anche alcuni metodi che vengono però praticati soltanto dai medici (non è dunque consentito il fai da te). Fra i più comuni vi sono le iniezioni di pitocina, l’applicazione di gel a base di prostaglandina (la stessa sostanza contenuta negli spermatozoi quindi, che può essere introdotta in vagina anche utilizzando il catere di Foley) e infine la rottura delle membrane del sacco amniotico attraverso l’impiego di uno strumento che appare simile ad un uncino.