Come ogni anno, in corrispondenza della Festa della mamma, Save the Children rende noto il rapporto annuale riguardo la condizione delle madri nel mondo, stilando la classifica dei posti migliori dove esistono le condizioni ottimali per crescere un figlio.

Per quanto concerne il 2010, l’Italia figurava al diciassettesimo posto, e anche nel 2011 la situazione non è cambiata di molto tanto che la penisola si trova comunque al di fuori della top ten, che vede al primo posto la Norvegia.

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Alcuni paesi del nord Europa continuano a trovarsi in cima alla classifica del “World’s Mothers Report”, compresi Francia e Belgio. L’elenco è il risultato di un’analisi che prende in esame sia le condizioni sanitarie di donne e bambini, sia il benessere economico e l’istruzione, tutte condizioni che consentono ai bambini di crescere sani e con un futuro davanti.

Che cosa manca all’Italia per avanzare nella classifica? Basta pensare alla attuale situazione lavorativa nella quale versano molte donne italiane, spesso costrette a licenziarsi a causa delle difficoltà nel conciliare un impiego con le esigenze familiari, oppure discriminate nel momento in cui tornano a lavoro dopo la gravidanza.

Un altro punto a sfavore delle mamme che lavorano è la carenza di strutture come gli asili nido, spesso caratterizzati da rette da capogiro che rappresentano un ostacolo per molte famiglie. Passando in rassegna le principali città italiane, tuttavia, è possibile cogliere alcuni aspetti positivi seppure marginali e non determinanti per il benessere di madri e bambini.

Le iniziative a favore delle donne con figli non mancano, e molti aspetti positivi sono stati segnalati attraverso il programma Unicef “Città amiche delle bambine e dei bambini”. Abbiamo parlato poco tempo fa dell’iniziativa milanese finalizzata a favorire l’allattamento al seno con il “Baby Pit Stop“, così come del “Cinema Nurseryinaugurato a Roma per aiutare le neomamme a riprendere la vita sociale dopo il parto.