Tutto ciò che ruota intorno ai movimenti fetali è spesso avvolto nel più fitto mistero per una futura mamma. Un principio, tuttavia, vale per tutte. Avvertire il piccolo che si muove nel pancione è un segnale positivo, e quando la gravidanza sta volgendo al termine contare le evoluzioni del nascituro consente di vivere serenamente le ultime settimane di gestazione.

Imparare a riconoscere i movimenti del feto, tuttavia, non è sempre facile e spesso ogni donna in attesa li percepisce in modo differente. In generale si può affermare che il piccolo inizia a muoversi nel suo ambiente uterino già dalla fine del primo trimestre, ma una mamma si accorge delle sue capriole solo a partire dalla sedicesima settimana.

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Stando a quanto descrivono le mamme, i primi movimenti del feto possono essere definiti come assimilabili a un battito di ali, oppure a un fruscio leggero, ma c’è anche chi parla di piccole bollicine che si muovono nella pancia.

Si può affermare, comunque, che la percezione dei movimenti può variare a seconda del tipo di vita che conduce la futura mamma. Una routine quotidiana che prevede molta attività e poco relax, ad esempio, rende più difficile la scoperta delle evoluzioni compiute dal feto, e sembra inoltre che le donne che decidono di sottoporsi all’amniocentesi si accorgano degli spostamenti del feto solo a esame compiuto, perché in loro si innesca una sorta di meccanismo di difesa.

Entrando più nel dettaglio, è solo dopo la quindicesima settimana che le evoluzioni del feto possono definirsi veri e propri movimenti, che corrispondono al reale spostamento degli arti ormai ben strutturati. A partire dalla sedicesima settimana, invece, compaiono i primi tentativi di avvicinare le mani alla bocca e succhiare il pollice.

Come devono essere interpretati i movimenti fetali? Che siano un sintomo di salute e benessere del nascituro è stato più volte ribadito, tuttavia è anche vero che il controllo o addirittura il conteggio delle rotazioni non deve diventare fonte di stress per una futura mamma, anche perché è la stessa ansia che può impedire la corretta percezione.

Dopo circa 28 settimane di gravidanza è tuttavia importante controllare che il bambino si muova regolarmente. Sono in molti a sostenere, ad esempio, che a partire dalla mattina appena sveglie si dovrebbero sentire almeno dieci movimenti del feto entro quattro ore. Un altro metodo per monitorare il nascituro nel pancione è rilassarsi stando sdraiate subito dopo cena; in questo caso, si dovrebbero sentire una decina di mosse in un paio d’ore.

Più si avvicina al parto e più per i piccolo diventa difficile muoversi, a causa delle sue dimensioni e del poco spazio a disposizione nel ventre materno. È anche vero che, esattamente come nei primi mesi dopo la nascita, il ritmo sonno veglia del bambino può non corrispondere con quello della mamma, che potrebbe essere svegliata in piena notte da un calcetto del piccolo in piena attività. Si dice anche che già dal periodo prenatale sia possibile individuare l’indole e il temperamento del nascituro.