Buone notizie per i papà. Levatacce notturne, stress, preoccupazioni e quant’altro hanno un effetto positivo: vivranno più a lungo. Questo almeno stando a una ricerca delle università americane.

Lo studio verrà pubblicato sul prossimo numero di Human Reproduction e pare aver trovato un nesso fra longevità e paternità dopo aver preso in esame 138mila soggetti (un numero record nello specifico settore di ricerca). L’analisi ha fatto emergere come in assenza di figli il rischio di infarto aumenti del 17 per cento.

Evviva i pannolini, insomma, altro che rimpiangere la virilità perduta. Attenzione, però, perché in realtà i ricercatori hanno prima tolto dallo studio gli uomini non sposati. Questo perché teoricamente intenzionati ad avere figli.

Il dato quindi si incrocia con possibili problemi di infertilità (il vero oggetto di studio dei ricercatori), e il loro collegamento con altri problemi di salute. Il nome in testa agli scienziati è quello, come capita spesso, di un ormone: il testosterone. Il suo basso livello sembra essere causa sia di problemi legati alla procreazione sia di problemi cardiaci.

Ma nella comunità altri ricercatori avanzano dei dubbi: non sono stati calcolati altri fattori come colesterolo, ereditarietà, vita privata, e in ogni caso si fanno una domanda molto semplice: e se i padri vivessero più a lungo perché la vita familiare è nel complesso più sana?

Il commento del prof. Daniel Rader, cardiologo e biologo, è il più saggio di tutti:

“Biologicamente è plausibile che ci sia una connessione, ma la riduzione del rischio attribuita all’avere figli è piuttosto modesta. Comunque, visto che gli uomini spesso mi chiedono cosa possono fare per non morire di un attacco di cuore, dico loro – se sono davvero pronti – di cominciare ad avere un paio di marmocchi.”

Fonte: Associated Press