La crisi economica ha spinto Mario Monti a misure rigide per evitare il default italiano e, dopo il ritorno dell’ICI, la riforma delle pensioni, le tasse sui beni di lusso come gli yacht, è tempo di ridurre i costi della politica. Dopo aver riformato il vitalizio pensionistico, che presto diverrà anche per deputati e senatori di tipo contributivo, si è deciso di ridurre l’indennità da 11.704 a 5.339 euro. E al Parlamento parte la sommossa.

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Il Decreto Salva Italia di Mario Monti, evidentemente, piace al Parlamento solo quando la crisi economica non coinvolge da vicino chi lo abita. Così, senatori e deputati non han visto di buon occhio l’articolo 23 della manovra, che prevede dalle prossime settimane un taglio agli stipendi di Camera e Senato. Una riduzione praticamente della metà delle diarie attuali, comunque decisamente più alte dello stipendio medio di qualsiasi cittadino.

All’urlo di «decidiamo noi, Mario Monti lede l’autonomia del Parlamento», i rappresentanti e la commissione Affari costituzionali della Camera bocciano la norma 23, proponendo invece una riduzione che sia coerente con gli stipendi del Parlamento Europeo. Una mossa che appare come una beffa, perché l’indennità europea è sì più bassa di quella italiana, ma prevede il rimborso di qualsiasi spesa e, sottolinea il governo, per assurdo costerebbe addirittura di più allo Stato.

I conti, come sottolinea Repubblica, sono presto fatti: uno stipendio europeo prevede 5.900 euro al mese, con il rimborso pieno di qualsiasi spesa idonea allo svolgimento della propria attività parlamentare: voli, trasporti, soggiorni in hotel. Bisogna presentare regolare ricevuta, motivare il perché della spesa e la somma viene, quindi, rimborsata al 100%. La motivazione è altrettanto semplice: i politici devono continuamente spostarsi dalla loro nazione per raggiungere Strasburgo e Bruxelles, ecco perché l’agevolazione. Deputati e senatori della Repubblica Italiana, di conseguenza, si sono accorti come un simile sistema andrebbe a loro netto vantaggio – nonostante i rimborsi nei loro confronti di certo ora non manchino – ritrovandosi a fine mese con un totale ben superiore ai quasi 12.000 euro garantiti oggi.

Non è ancora dato sapere chi avrà la meglio tra il Parlamento e il Governo, ma le dichiarazioni dei politici sono decisamente chiare. Fra tutte, spicca quella di Alessandra Mussolini ai giornalisti di Anna:

«Già togliere il vitalizio è da istigazione al suicidio, figuriamoci il resto.»

Cosa dovrebbero dire, allora, tutti i comuni cittadini che subiranno limitazioni ben maggiori, molti dei quali già oltre la soglia della povertà?

Fonte: Repubblica