L’assioma dell’automobilista è famosissimo ed enuncia quanto segue: “Se compri la macchina lussuosa ce l’hai piccolo“. Sull’origine di questa regola si sono distinte diverse scuole, la più convincente dice che si tratti solo di una vendetta dei poveracci con le rate della Micra fino al 2018, costretti a rivalersi in qualche modo sulle ingiustizie nella distribuzione della ricchezza (come dar loro torto?).

Inutile negarlo, guardando l’auto di qualcuno traiamo conclusioni, affrettate sì ma spesso esatte. Dai santuari ai rapitori di peluche, sono certa che almeno un paio degli automobilisti sottostanti li conoscete tutti.

La Camera Sterile. Prima di salire a bordo ti guarda dalla testa ai piedi, ma non illuderti, non nota l’abbinamento dei colori o l’acconciatura nuova, verifica che tu non abbia tracce di molliche, terra sulle scarpe e qualsivoglia residuo che potrebbe intaccare i tappetini del suo bolide. La chiamerà “Macchina nuova” anche se l’immatricolazione è di 6 anni fa, da allora ha accumulato tutti i tipi di aspirapolvere, spugne, spazzole, detergenti e deodoranti per mantenere intatto l’ambiente interno. Il passeggero perfetto non mangia e indossa scarpe camminate pochissimo. Teme i bambini e quel viziaccio di vomitare, preferiscono farli viaggiare sul portapacchi, pur di non rischiare. Il nonplusultra arriva col foderamento dei sedili. Se di mezza età sarà più importante tingere di nero la spalla del pneumatico che i capelli. Giorno preferito della settimana: il sabato perché può dedicarsi alla pulizia.

Il Santuario. Vai piano. Gesù ti guarda. Guida con prudenza. Leggere i santini sul cruscotto ti fa tornare alla scuola guida, quando l’istruttore si aggrappava  alla maniglia mentre suggeriva quale marcia ingranare. I migliori hanno le calamite sacre, il rosario allo specchietto retrovisore, adesivi sparsi in virtù del principio “Diversificazione dei Santi”, metti che uno non ti può proteggere c’è sempre una benedizione di riserva.

Il collezionista di peluche. Ricordate l’horror sul collezionista di ossa? Questo fa più paura. Sei fermo al semaforo e realizzi che davanti hai una platea di 12 pupazzi scoloriti che ti sorridono. Non cascarci, sono prigionieri, schiavi della tratta degli orsacchiotti, vivono in utilitarie per anni assorbendo quel puzzo di plastica e benzina.

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Ecosistemi nuovi. Non è una persona disordinata ma uno scienziato provetto che sperimenta spore, muffe e decomposizione dei cibi sui sedili. Avere un passaggio da uno così ha un che di mistico: patatine del 1996, merendine scartate, imballaggio dell’Happy Meal dell’uscita del primo Toy Story, bottiglie d’acqua deformate da estati sotto il sole, macchie di gelato che danno quell’effetto maculato alla tappezzeria. Una quantità tale di cibo che meriterebbe l’insegna “Coop” sul tetto. Di solito non disdegnano uno spesso strato di polvere sul cruscotto, nelle stagioni fredde basta raccoglierla per creare una morbida sciarpa.

Il sordo. Il David Guetta del quartiere, spende migliaia di euro in impianti stereo e subwoofer, seppur la condizione economica non glielo permetta. Il corrispondente maschile delle donne che vivono a pane e cipolla per comprare la tanto desiderata borsa. Ha un lavoro precario, risparmia su cibo e uscite con gli amici per la sua discoteca ambulante. Gli artisti prediletti sono Gigi D’Alessio e i neomelodici in generale. Passa sotto le vostre abitazioni alle 3 del pomeriggio, durante la pennichella. Sapere che le vetrate tremano al suo passaggio lo eccita. Sordo da qualche anno, continua coi suoi giri quotidiani per il centro con un solo, unico obiettivo: Farvi ascoltare musica di merda.

L’amico del carrozziere. Da bambino amava l’autoscontro e crescendo non ha perso l’abitudine. Distratto e approssimativo, lascia strati di vernice su muri e altre vetture. A forza di ammaccare di qua e di là ha creato un nuovo modello. Un finestrino coperto di plastica e lo sportello di un altro colore sfociano nella macchina “Frankenstein”, nata dal connubio tra i suoi incidenti e pezzi di seconda mano. Dal carrozziere mensilmente.

Il Latin Lover. Ha sempre l’ultimo quotidiano sul sedile posteriore, ma non pensate male, non è un appassionato di politica e attualità, gli serve per coprire i finestrini. Ha modificato i sedili dell’auto, petali di rose nel portaoggetti e una selezione di 6 preservativi spuntano dal lettore cd. Possibile avvistarlo nelle zone isolate a qualsiasi ora del giorno e della notte.

L’incubo di tutti. Sapete già di cosa sto parlando, è anziano, ha una Panda vecchio modello bianca e un cappello. Vive sulle strade, non deve andare da nessuna parte, è l’ostacolo tra te e il lavoro/dentista/scuola/appuntamento/amore. Mandato sulla Terra da Dio per verificare la pazienza dei suoi abitanti, suonare il clacson sarà inutile, impossibile superarlo. Quando sarai arrivato a destinazione lui si fermerà e ti aspetterà fuori per il viaggio di ritorno.