L’estate sta per volgere al termine e al posto delle giornate al mare o delle escursioni in montagna torneremo a preferire i divertimenti al chiuso, tra cui il cinema. Se assieme ai vostri bambini siete fan dei Puffi, il 19 settembre arriverà nelle sale I Puffi 2, la loro seconda avventura cinematografica, che vedrà sul grande schermo anche due nuovi personaggi: i Monelli. Queste creature, che nel film si chiamano Pestifera e Frullo, sono state create da Gargamella in laboratorio, ma lo stregone si accorgerà ben presto che solo un vero puffo può dargli l’originale “essenza blu” che li contraddistingue. Per questo Puffetta verrà rapita e portata a Parigi, e lì inizierà forse a subire il fascino di quella che noi chiameremmo la “cattiva compagnia” dei Monelli… alla fine sceglierà di tornare al villagio con Grande Puffo e tutti gli altri? Questo secondo capitolo de I Puffi affronta quindi un tema che sta a cuore a noi mamme: quello delle amicizie che potrebbero avere una cattiva influenza sui nostri bambini, non solo nel periodo dell’adolescenza. Magari c’è l’amichetto un po’ maleducato, quello che risponde male alle maestre o che prende in giro gli altri compagni e che tende a coinvolgere in questi comportamenti anche i nostri bambini. Come comportarsi in questi casi?

Innanzitutto, come genitori è sempre preferibile fare attenzione a non dare troppo l’impressione di controllare e giudicare i nostri figli, per non correre il rischio di suscitare il loro risentimento, in quanto potrebbero considerare delle “intrusioni” eccessive nella loro vita come una forma di ingiustizia. Scegliere quali amici frequentare, per un bambino in età da scuola elementare, rappresenta anche un modo per crescere e per cominciare a ritagliarsi dei piccoli spazi di “autonomia”. Spesso, inoltre, i nostri figli tendono ad avvicinarsi a bambini o cuginetti più grandi e ad emularli, prendendoli a modello (soprattutto se questi mostrano un carattere “dominante”). In ogni caso è preferibile non contrastare apertamente queste amicizie, ma piuttosto cercare di far comprendere a vostro figlio quali comportamenti ritenete sbagliati e perché, magari facendo riferimento alle vostre esperienze o a situazioni concrete e quotidiane, che il bambino possa comprendere con maggiore facilità: in questo modo gli permetterete di diventare più autonomo evitando di dargli l’impressione di soffocare le sue scelte o di comandarlo a bacchetta.

Inoltre, per “contrastare” le cattive compagnie senza apparire ingerenti il metodo migliore è fornire ai nostri figli maggiori occasioni di espandere il proprio spazio quotidiano e di frequentare altri bambini un po’ meno “monelli”: per esempio iscriverli in piscina o ad una squadra sportiva, o portarli a un parco giochi, offrendogli così maggiori opportunità di ampliare le proprie conoscenze e una più ampia possibilità di scelta per le sue amicizie. Al contrario, una tutela troppo rigida e soffocante rischierebbe di rendere più insicuri i nostri bambini, provocando loro ansie o inducendoli a credere di non essere in grado di affrontare determinate situazioni. La cosa migliore è far capire loro che i genitori sono sempre presenti per qualunque cosa e che gli vogliono bene, lasciando però che siano i bambini a decidere quando rivolgersi a noi e quando agire con la propria testa (ovviamente, evitando che queste prime forme di “autonomia” possano degenerare o provocare problemi gravi).

Qualora dovessero verificarsi situazioni spiacevoli o momenti di disagio, è bene comunque non assumere atteggiamenti troppo severi con i nostri bambini, ma fargli comprendere dove hanno sbagliato e al tempo stesso rassicurandoli sul fatto che possono contare sull’appoggio dei loro genitori: in tal modo i nostri figli potrebbero sentirsi più propensi a confidarsi con noi o a chiedere il nostro aiuto, quando necessario, e si potranno evitare casi di conflitto aperto e di risentimento, dando piuttosto vita a un dialogo costruttivo che potrà continuare ed evolversi nel corso del tempo, anche quando i nostri bambini saranno cresciuti.