Il telefilm I Robinson rappresenta una cesura nel modo in cui la TV americana aveva in precedenza sempre dipinto le persone di colore. Prima di allora, i neri erano divertenti in modo stupido, avevano soprannomi umilanti e facevano cose palesemente assurde. Telefilm come Sanford & son, interpretato da un giovanissimo Richard Pryor, o i Jefferson, o Good Times, a ben guardare non hanno messo in buona luce le caratteristiche degli afroamericani.

Per questo, invece, la serie nata dalla mente dell’attore Bill Cosby era innovativa: veniva descritta per la prima volta la classe media afroamericana, una famiglia di borghesi, colta, intelligente, che abitava in un bel quartiere di New York e che conduceva lo stesso identico stile di vita di moltissimi privilegiati bianchi anglosassoni protestanti.

I Robinson erano una famiglia numerosa, formata da due genitori, che di mestiere erano ginecologo e avvocato, e cinque figli (di cui quattro femmine) che crescevano dentro la serie, raccontando delle problematiche di sviluppo comuni a larghe fasce di pubblico, ma soprattutto alla classe media nera in ascesa.

I Robinson sono stati definiti, in un film, dal regista Spike Lee all’avanguardia: in effetti, dopo questo telefilm, sono cessati i personaggi afroamericani parodiati fino all’eccesso, e si è “inventata” una sorta di dignità attribuibile anche ai personaggi di fantasia.