Se sognando pensiamo di essere nella vita reale, se alcuni dei nostri sogni sono intensi di emozioni o lineari come la trama di un film, se al mattino ricordiamo ogni dettaglio o al contrario abbiamo dimenticato completamente tutto, la spiegazione sta nel nostro cervello. Questa, che a primo impatto può sembrare una teoria scontata e banale, è in realtà la chiave che ci svela l’emotività dei nostri sogni e il loro essere più o meno reali.

A determinare l’intensità dei nostri sogni sono le misure di amigdala e ippocampo, due zone del nostro cervello che hanno un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni e nella formazione della memoria durante lo stato vigile. Ce lo spiega un gruppo di ricercatori italiani, di cui fanno parte studiosi del Dipartimento di psicologia della Sapienza, studiosi del Dipartimento di neurologia clinica e comportamentale dell’Irccs Santa Lucia, e ricercatori dell’Università dell’Aquila e dell’Università di Bologna.

Gli studiosi, per trarre queste conclusioni, hanno monitorato per 14 giorni l’attività del cervello di 34 persone, tra i 20 e i 70 anni, utilizzando una risonanza magnetica a 3 tesla; oltre all’esame tecnico, hanno sottoposto i campioni anche a un esame mnemonico, chiedendo loro di registrate su un’audiocassetta tutto ciò che ricordavano dei sogni. Correlando poi i ricordi con il volume e la densità della materia grigia di amigdala e ippocampo, hanno definito come queste due parti del cervello determinano il sogno.

Se quindi i vostri sogni vi fanno spaventare, se vi regalano al contrario emozioni positive comunque forti, se sono particolarmente vivaci, o se invece sono bizzarri al punto da sognare qualcuno con il viso di qualcun altro, sappiate che è la vostra amigdala che lo determina, ingrandendo la sua parte destra, aiutata in parte anche dal vostro ippocampo, il quale allo stesso modo aumenta la sua normale dimensione.