Montecitorio da tre giorni è diventato luogo di protesta per chi non possiede voce; un gruppo nutrito di cittadini sordomuti sta manifestando la necessità di una legge ufficiale che riconosca definitivamente la Lis, la lingua dei segni.

Da tempo il ddl sul riconoscimento della Lingua dei segni è fermo presso la commissione Affari Sociali della Camera, nonostante l’approvazione del Senato la situazione stenta a sbloccarsi. A riportare la notizia è Il Fatto Quotidiano, che parla di una mobilitazione che non cessa ad affievolirsi, organizzata dal gruppo “Lis Subito“. La protesta ha coinvolto centinaia di persone sorde.

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L’approvazione della legge porrebbe l’Italia al pari del resto d’Europa, dove la Lis è tutelata per legge, quindi garantirebbe una figura cardine per la vita di un sordomuto, cioè un interprete della Lis pagato dallo Stato che risulti a disposizione presso ospedali e altre strutture pubbliche.

Oggi una persona audiolesa deve avvalersi del sostegno di un amico, un parente o pagare un interprete di tasca propria per affrontare gli ostacoli che quotidianamente gli si parano davanti: dall’andare dal medico, oppure in posta, al rivolgersi a un ufficio o frequentare una scuola.

È evidente come L’Italia sia un passo indietro rispetto ad altre nazioni, e come questa condizione di svantaggio penalizzi moltissime persone già debilitate da un handicap fisico. Un’incapacità della politica che mostra l’inadeguatezza e la non conoscenza di un linguaggio fondamentale come quello dei segni, molto spesso ghettizzato anziché valorizzato.

Valentina Foa e Rossella Ottorini, della Lis Subito, parlano attraverso la loro interprete Marina Paradisi:

“La commissione della Camera vuole apportare delle modifiche al ddl: in pratica, vogliono ribadire che noi sordi siamo una minoranza linguistica. Ma la Costituzione collega necessariamente le minoranze linguistiche a specifici territori, mentre noi viviamo in tutta Italia. I parlamentari non sanno cos’è la Lis, non ne capiscono il peso. Non sanno che è una lingua che ha una sua grammatica e le sue regole, per di più in continua evoluzione. Forse per loro le lingue sono solo quelle vocali, mentre questa è visiva.”

Prosegue il comitato della Lis:

“A livello internazionale le risoluzioni sulla lingua dei segni sono già state riconosciute in veste ufficiale dal Parlamento europeo nel 1988 e nel 1998 e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006. Nonostante il fatto che molti paesi europei ed extraeuropei abbiano riconosciuto, o si muovono nella direzione di riconoscere, le lingue dei segni adottate nelle rispettive comunità locali come una delle diverse azioni tese a garantire una migliore qualità della vita delle persone sorde, in Italia siamo ancora al punto di partenza. Pertanto chiediamo l’immediata approvazione alla Camera del testo integrale, senza modifiche, del Ddl già approvato al Senato”.

Di seguito un video della manifestazione pacifica