Sull’Osservatore Romano è stato pubblicato un articolo che bolla i talent show come “scuole di perfidia”.

L’articolo, scritto da Marcello Filotei e Giuseppe Fiorentino, parte dalla trovata pubblicitaria per presentare l’ultimo album di Alessandra Amoroso. Secondo l’Osservatore troppo “fumo” dovuto al talent e poca “sostanza” da grande artista (il giornale definisce come “acerbe doti” le qualità dei cantanti).

Per Filotei e Fiorentino, coi talent:

Sembra quasi che si voglia centrare il bersaglio a ogni costo, per precostituire un successo obbligato. Nati con l’intento di dare una possibilità di emergere a chi ha particolari qualità artistiche, sono progressivamente scaduti in vere e proprie scuole di perfidia.

Troppi litigi, troppi intrighi, troppi “inciuci”. L’Osservatore ritiene che sia tutto fatto in funzione di un solo grande obiettivo: ascolti televisivi.

Quanto dura, poi, questo successo? È un’altra delle domande che l’articolo si pone:

Il loro successo è a scadenza: valido cioè fino a quando gli stessi che li hanno elevati all’onore della cronaca non avranno bisogno di un nuovo fenomeno per alimentare il mercato.

La cosa di cui più si preoccupa l’Osservatore Romano è l’effetto che questi show hanno sul comportamento delle persone, le quali pensano che l’unica cosa importante sia la notorietà:

Lo dimostrano le decine di migliaia di persone che partecipano ai casting di trasmissioni per ottenere anche solo una fuggevole comparsata. I più fortunati, potranno fregiarsi dell’ambito titolo di tronisti e magari riusciranno a urlare in diretta improperi solo apparentemente spontanei.