Il mare è ricco di importantissime risorse vitali. Le pratiche di pesca sostenibile aiutano a salvaguardare queste fonti di sostentamento, preservandole per le popolazioni odierne e future. Coerente con questo spirito, la pesca certificata MSC definisce lo standard che i pescatori sono tenuti a rispettare, sulla base di tre principi fondamentali:

  1. La pesca deve lasciare in mare abbastanza pesci per far sì che lo stock possa riprodursi e l’attività di pesca possa così proseguire nel tempo. Il primo principio riguarda la sostenibilità della pesca stessa, che deve essere svolta nel rispetto delle riserve ittiche esistenti. Le aziende certificate sono quindi tenute a condurre attività di pesca che garantiscano la salvaguardia delle specie bersaglio, ossia che non comportino sovrasfruttamento o diminuzione dello stock ittico, e che dimostrino l’impegno verso il ripristino della salute delle popolazioni già ridotte. La pesca deve inoltre essere condotta in modo tale da non alterare la comunità ecologica marina, né il suo equilibrio per classi di età, struttura genetica e rapporto tra maschi e femmine, così da non comprometterne la capacità riproduttiva. L’intento è garantire l’efficienza delle risorse sul lungo periodo, evitando che queste vengano sacrificate a favore di interessi a breve termine.
  2. La pesca deve essere effettuata in modo da minimizzare il suo impatto, consentendo a piante e animali sottomarini di prosperare. Per ricevere la certificazione MSC, le operazioni di pesca sostenibile devono garantire il mantenimento di strutture, funzioni e diversità dell’ecosistema, incluso l’habitat e le specie associate. Le attività ittiche devono quindi essere condotte in modo tale da preservare le naturali relazioni tra le specie presenti, senza interagire sul livello delle risorse nutrizionali o sullo stato degli ecosistemi. Qualora le popolazioni bersaglio fossero già eccessivamente sfruttate, la pesca certificata dovrà consentirne il recupero a un livello specifico, entro tempistiche predefinite. Lo scopo è quello di favorire pratiche di pesca che operino all’interno di un sistema progettato per valutare e limitare l’impatto ecologico, salvaguardando la diversità biologica e il livello genetico dell’ambiente acquatico.
  3. La pesca dev’essere gestita dalle aziende in modo responsabile e nel rispetto delle leggi vigenti. L’ultimo principio tra quelli che definiscono gli standard MSC per una pesca sostenibile e responsabile, ma non certo meno importante, prende in esame l’esigenza di sviluppare e mantenere un piano di gestione attento al rispetto delle leggi locali, nazionali e internazionali, oltre a definire un quadro istituzionale e operativo per l’applicazione dei primi due principi. Il sistema di gestione deve chiaramente dimostrare di essere in linea con i criteri di MSC, attraverso un processo di consultazione accessibile e trasparente, e tenere conto di tutti gli aspetti pertinenti, siano essi in campo tecnologico, economico o ambientale. Deve inoltre includere un piano di ricerca appropriato a scala e intensità di pesca, assicurare periodiche valutazioni sullo stato biologico delle risorse ittiche e rispettare diritti e interessi di chi dipende dalla pesca per il nutrimento e il sostentamento.

Per sapere di più sui principi della pesca sostenibile certificata MSC:

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